war room

Alle elementari, una delle mie maestre un giorno ci raccontò una storiella che probabilmente tutti conoscono: diceva che Dio creò l’uomo con due orecchie ed una sola bocca affinché ascoltasse il doppio di quanto parlasse. La storiella mi impressionò parecchio e rimase impressa nella mia mente.

Ascoltiamo musica, ascoltiamo chiacchiere, consigli e richieste; ascoltiamo il tg, la radio e tantissime altre cose, ma quanti oggi ascoltano la voce Dio? Una delle definizioni più belle di preghiera è proprio quella di “dialogo con Dio” e, si sa, il dialogo prevede due interlocutori, ma quanti oggi vivono la preghiera in questo modo?

In un mondo sempre più interessato e impegnato nella comunicazione, capace di valicare enormi distanze attraverso mezzi straordinari ormai usati con grande semplicità, i momenti di silenzio e di pausa sono diventati sempre più preziosi e rari, se pensiamo che anche durante il cosiddetto relax, in realtà la nostra mente è sempre distratta dallo squillo di un cellulare piuttosto che dall’impellente necessità di pubblicare uno scatto che faccia sapere a tutti cosa stiamo facendo o dove ci troviamo. Fa ormai parte di noi e tutti – anche se in misura e con modalità diverse- ne siamo coinvolti.

In una società sempre più chiassosa come la nostra, ritagliarsi un tempo con se stessi, un tempo di sano isolamento, è diventato sempre più difficile e forse non ha poi così tanto torto chi definisce questa una generazione senza silenzio. I media diventano sempre più invasivi e nel corso del tempo la percezione delle cose viene sensibilmente alterata, tanto che tra adolescenti, giovani e adulti a volte sembra che ci siano visioni delle cose completamente diverse. Eppure, i principi che Dio trasmette sono eterni, non mutano col tempo che scorre e con le epoche che si succedono, e uno di questi è proprio la preghiera.

Spesso la si vede come qualcosa di standardizzato, come un’usanza antica o come un rito da compiere in certi momenti, ma nulla è più attuale della preghiera, anzi: non esiste Cristianesimo senza preghiera, proprio perché essa è il tuo personale dialogo con Dio!

La preghiera è il respiro del cristiano, l’ossigeno di cui non può fare a meno per continuare a vivere, perché, se è bello comunicare con le persone attorno a noi, è vitale mettersi in comunicazione direttamente con Dio. Quale uomo fu più grande di Gesù nella Sua connessione col Padre? Eppure era il Figlio di Dio, Uno con Lui! Quanto più noi oggi abbiamo bisogno che questa meravigliosa connessione sia attiva, ritagliandoci uno spazio per coltivarla, libero dalle pressioni, dalle distrazioni, dalle voci che quotidianamente ci parlano e affollano le nostre orecchie.

La preghiera non è passata di moda! È lo stile di vita del cristiano, di quello dei primi secoli dopo Cristo come di quello dei nostri giorni, perché ogni cristiano, indipendentemente dal periodo storico in cui viva, ha sempre la stessa chiamata: fare la differenza. Una chiamata a non omologarsi, una chiamata ad andare controcorrente, una chiamata ad essere trasformato prima di tutto nei pensieri, una chiamata a manifestare Dio ovunque vada… ma come senza la preghiera? Il mondo ha bisogno di veri uomini e donne preghiera, ha bisogno di chi non vive semplicemente una religione, ma un vero rapporto con Dio, perché questa è la cosa più importante che un cristiano possa dare.

Alla fine dell’agosto del 2015, un film ha fatto il suo ingresso nei cinema americani, sbancando al botteghino e scioccando la critica: War Room”. Il sottotitolo recita “Prayer is a powerful weapon”, ovvero “La preghiera è un arma potente”, e la storia raccontata è quella di una giovane coppia dell’alta borghesia che, nonostante le apparenze, giunge sull’orlo del divorzio, fino a quando la moglie non incontra un’anziana donna che le spiega come l’origine dei suoi problemi sia in realtà di natura spirituale: la spinge a lottare attraverso la preghiera e a dedicare ad essa una stanza della propria casa, la “camera della guerra”.

Il mondo ha bisogno di chi reagisce alle circostanze con la forza della preghiera, di chi gli dica che c’è ancora una speranza e che non è tutto perduto, di chi gli mostri che la preghiera non è fuori moda, ma un’arma potente. E se oggi dovrai faticare di più per trovare il tempo da dedicare ad essa, il tempo per per ascoltare la voce di Dio, anziché tutto il resto, e per lottare attraverso l’arma caratteristica del cristiano, fallo. Fallo, perché Dio stesso che desidera che tu lo faccia, sia per te che per chi ti sta accanto.

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Gina Lo Piparo

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