Zika

Il panico innescato nei Paesi latino-americani in seguito alla diffusione del virus trasmesso dalla zanzara Zika, è stato utilizzato dalle organizzazioni femministe e abortiste per fare un appello internazionale sulla necessità di modificare le leggi nazionali e di liberalizzare la pratica dell’aborto.

Con l’arrivo del nuovo anno, il nome del virus Zika ha cominciato a circolare nei media e nei social network costantemente. Il nuovo virus, trasmesso da una zanzara, ha provocato il panico nella maggior parte dei paesi dell’America Latina, in particolare in Colombia, Brasile e Il Salvador, in cui ci c`è stato un elevato numero di casi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha nascosto la sua preoccupazione per l’ondata d’infezioni registrate, ed ha emesso diverse linee guida per informare i cittadini sui sintomi e sul trattamento necessario per la cura. Inoltre, ha convocato un comitato di urgenza in modo da trovare una rapida soluzione per fermare la diffusione del virus.

Come se questo non fosse già abbastanza, le lobby femministe e pro-aborto hanno trovato in questa situazione un modo di premere per la liberalizzazione dell’aborto nella regione. Così, è stata attivata una campagna mediatica che sta diffondendo l’idea che i bambini nati da madri infette dal virus Zika nasceranno con microcefalia (un’anomalia che si presenta con un cranio più piccolo della media).

“Le donne devono sapere che hanno la possibilità di interrompere la loro gravidanza, perché ovviamente la Zika colpisce la salute, e il rischio per la salute della madre è una circostanza che consente l’aborto legale”, ha dichiarato l`avvocato Mónica Roa, portavoce dell`organizzazione pro-aborto “Women`s Link Worldwide”.

Così, con il pretesto della microcefalia, numerose figure politiche e sociali stanno spingendo per un cambiamento legislativo volto a depenalizzare la pratica dell’aborto. “In Latino America stanno utilizzando diverse circostanze per conquistare la liberalizzazione dell`aborto e l`approvazione della società “, ha detto Elizabeth Kipman, vice presidente del movimento Brasile senza Aborto.

Nonostante ciò, il rapporto tra il virus Zika e la microcefalia non è stato definitivamente provato. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che, anche se un tale collegamento è “possibile”, finora l’evidenza è circostanziale ed è necessaria la ricerca. “Gli organismi che stanno studiando questi focolai stanno trovando più prove di una relazione tra il virus Zika e la microcefalia, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per capire questo rapporto. Inoltre, stiamo indagando altre possibili cause”, ha dichiarato l`OMS.

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