ARCOBALENO

Arcobaleni dovunque: basta collegarsi ad un social network come Facebook per vedere oltre un milione di foto profilo utenti modificate con il filtro dell’arcobaleno. Il motivo? Esprimere il proprio consenso ed entusiasmo nei confronti della decisione presa recentemente dalla Corte Suprema degli Stati Uniti la quale ha stabilito di rendere incostituzionali tutte quelle leggi che vietano il matrimonio tra persone dello stesso sesso legalizzando quindi le unioni gay in tutto il paese.

La sentenza è stata presa per garantire il rispetto “dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”, diritto riconosciuto dalla Costituzione Americana (Quattordicesimo emendamento) e che permetterà quindi di riconoscere i matrimoni gay celebrati su tutto il territorio americano. Nonostante il matrimonio gay sia già riconosciuto a livello federale, adesso lo è anche a livello statale. Prima di questa decisione, questo tipo di unione rimaneva vietato in 13 dei 50 stati americani. E proprio questi 13 stati adesso si ritroveranno ad “adattarsi” a questa nuova legislazione.

E così viene spazzato fuori il così detto “Defense of marriage Act” (atto di difesa del matrimonio)del 1996 che  definitiva il matrimonio come unione tra uomo e donna e insieme a ciò anche il disegno originario di famiglia così come è stato pensato e stabilito da Dio.

Il presidente Barack Obama, presunto “cristiano” (Baptist Church) ha definito la decisione “un grande passo verso l’uguaglianza” allineandosi in pieno con un’ideologia che di cristiano non ha nulla.                                     

In generale, ecco tutti i paesi che hanno legalizzato il matrimonio omosessuale:

Paesi Bassi: 2000 Primo paese al mondo;

Belgio: 2003

Spagna- Canada: 2005;

Sudafrica: 2006

Norvegia: 2009

Svezia: 2009

Portogallo- Islanda- Argentina: 2010

Nuova Zelanda – Danimarca- Uruguay- Brasile- Francia- Gran Bretagna: 2013

Scozia- Lussemburgo- Finlandia: 2014

Irlanda e USA: 2015

Sono solo in 9 i paesi dell’UE che ad oggi non prevedono nessun tipo di tutela per le coppie omosessuali: Grecia, Cipro, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria Romania.

La nostra Italia al momento si trova tra questi ultimi nove paesi ma, come ben sappiano (speriamo di no), DDL come il “Cirinnà”, qualora approvati, la porterebbero subito nella prima lista. L’idea di base è quella di introdurre il matrimonio gay senza però chiamarlo così.  La legge sarà fondata sul principio secondo cui «alle unioni civili tra persone dello stesso sesso si applicano tutte le disposizioni previste per il matrimonio…» escluso il diritto di poter adottare. La legge prevederà però la cosiddetta stepchild adoption, ovvero la possibilità per un membro della coppia di adottare i figli del partner.                                                    

Ricordiamo che proprio contro questo decreto legge, pochi giorni fa a Roma, si è svolto il Family day dove milioni di persone hanno espresso il loro essere contrari a concedere il matrimonio omosessuale. Non è discriminazione verso chi è omosessuale ma semplicemente difesa dei diritti della famiglia tradizionale che si ritrova minacciata.

Su internet, già avviata la petizione “No ai matrimoni e alle adozioni gay”. Firmiamo e ricordiamoci che, come disse qualcuno, l’arcobaleno “è una promessa di Dio e non un simbolo di orgoglio”.

 E’ possibile aderire alla petizione cliccando sul seguente link:
 http://www.citizengo.org/it/8686-no-al-matrimonio-gay

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