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Planned Parenthood, la più grande organizzazione abortista internazionale, ha avuto un profitto di 127,1 milioni di dollari nel 2013. Una bella cifra dovuta agli aiuti finanziari dell’amministrazione Obama, pari a ben 528 milioni di dollari (anche lì paga sempre Pantalone). Un settore in crescita nonostante la contemporanea chiusura di diverse cliniche specializzate in aborti.

Ma tanta generosità del governo USA ha un suo riscontro nei risultati della benemerita organizzazione che ha raggiunto nel 2013 la cifra record di 327.653 bambini abortiti, soltanto 500 vite in più dell’anno precedente.

In questo senso, Marjorie Dannenfelser, presidente dell’associazione pro-life “Susan B. Anthony List”, ha messo in evidenza come: «Nel 2013, Planned Parenthood ha aumentato il numero di aborti eseguiti a 327.653. Nel frattempo, le loro già limitate proiezioni riguardo ai servizi relativi al cancro, ai servizi prenatali, alle adozioni e anche ai servizi di contraccezione, continuano a calare. ..Planned Parenthood sostiene di essere un altruistico fornitore di assistenza sanitaria per le donne e le ragazze, ma in verità la loro linea di fondo è unicamente l’aborto».

E’ orribile parlare di una simile strage fra indici statistici e bilanci, ma come diceva Stalin, che se intendeva, “una morte è una tragedia, una strage è una statistica”. E proprio su questa assuefazione generale conta l’abortismo militante per continuare la sua opera diabolica, sanguinaria e (per chi ci “lavora”) anche redditizia .

Diego Torre

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