Eroi

Sarà perché è il destino del popolo italico quello di essere un “popolo di eroi ”, ma non è che ne stiamo producendo troppi? Le tenniste che vincono a New York, il politico che si sacrifica e “scende in campo”, il “contractor” che fa vedere al jiadista come muore un italiano, i due marò innocenti che languono in India, addirittura lo sconosciuto funzionario che sprona l’inetto capitano al grido: “salga a bordo, cazzo”. Tutti eroi.

Fino ad ieri, se bastava poco per essere “nominati” eroi, oggi ci vuole ancora meno: basta essere incoerenti. E la vicenda dell’approvazione del DDL Cirinnà in Senato ne è la riprova.

Proviamo a stilare una classifica dei nuovi eroi dividendoli fra vincitori e perdenti – anche un eroe può perdere una battaglia – in questo storico passaggio che è l’approvazione del DDL Cirinnà alla sua seconda riscrittura, presentato in aula senza passare per la Commissione Giustizia, emendato con supercanguri ed infine maxiemendato dal governo che vi ha posto la fiducia. Che pasticcio, e che confusione…

Partiamo dai sedicenti vincitori:

Primo classificato: Matteo Renzi, presidente del Consiglio italiano – oggi si preferisce l’anglofono termine Premier che significa poco o nulla in italiano – che ha avuto l’ardire di “rischiare il collo” ponendo la fiducia sull’emendamento governativo al DDL. Ora, che rischiasse il collo come ha dichiarato è altamente improbabile. Un governo non pone una questione di fiducia su un argomento che nulla ha a che vedere con tematiche economiche senza essere sicuro di avere la maggioranza in tasca. Così era e si sapeva. La maggioranza in Senato c’era ed era pure cospicua per i vari giochi di poltrone e tentativi di entrare in maggioranza di alcuni spicchi del Senato (Uno, i verdiniani). Renzi piuttosto ha rischiato di rompersi l’osso del collo con le capriole e i voltafaccia del suo pensiero riguardo alle coppie di fatto e alle unioni omosessuali. Ricordiamo bene quale fosse la sua posizione nel 2007 ai tempi dei Di.Co e del relativo Family Day.

Secondo classificato: Angelino Alfano. Secondo ma non tanto, meglio primo e mezzo, un pizzichino sotto a Renzi, ma di poco, veramente poco. Un giro vorticoso di voltafaccia, di movimenti intestinali che hanno rischiato di farlo vomitare. Lui e tutti i componenti del suo partito. Dichiarazioni infuocate e pervase di furore combattivo dei suoi senatori nel pochissimo dibattito parlamentare sul DDL. Tutte cose che lasciavano ben sperare gli oppositori al Cirinnà. Ma son bastate due misere poltrone e i movimenti di stomaco son passati. Ha portato, dice lui il PD a trattare con NCD, ha costretto il partito di maggioranza relativa a chinarsi di fronte al suo partitino da 0, e ha dichiarato: “è stato un bel regalo all’Italia aver impedito che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio”. Noi ti rispondiamo: Angelì ma ci sei o ci fai? Pure le pietre sanno che con questo provvedimento, comunque, le adozioni alle coppie omosessuali verranno consentite per via giudiziaria. Cos’è che hai impedito? Cos’e che non avverrà? In Italia, di fatto, ci sarà la stepchild adoption e tacitamente continuerà ad essere tollerato l’utero in affitto. S’è cambiato tutto per non cambiare nulla! Come al solito.

Terzo classificato: Verdini. Terzo per motivi di scrittura dell’articolo, ma primissimo! L’unico che ha tratto vantaggi da questa misera storia tutta italiana. Presto passerà all’incasso.

Passiamo ai non vincenti ma anche non perdenti:

Unico classificato in questa categoria M5Stelle. Non si sa mai cosa vogliono, come lo vogliono quando lo vogliono. “A noi il DDL va bene com’è, ma non ci sta bene il canguro” rompono l’accordo con il PD, ammesso che ci fosse un accordo, non pensiamo che il PD sia così ingenuo da fidarsi di chi fa di tutto, ha fatto di tutto e farà di tutto per fargli le scarpe. Il Governo presenta un Maxi emendamento, ed è un quasi golpe, non si vota la fiducia, ma poi si va contro l’elettorato … quindi? Si esce dall’aula al momento della votazione e salviamo capre e cavoli. Atteggiamento da politicanti navigati, altro che nuovo che avanza! Quando decideranno di avere una identità coerente gli assegneremo una categoria tra vincenti e perdenti.

Andiamo alle note dolenti: Categoria perdenti. Perdenti faccia, consenso politico e dignità.

Primo Classificato: NCD. Unico partito in Italia ad essere rimasto alla prima Repubblica. Giochetti lessicali, di palazzo e di potere per due poltrone o poco più. Sono alla frutta e lo sanno, stanno cercando un riposizionamento all’interno del PD. (Forza Italia non li farà mai rientrare fra le sue fila, ma non si sa mai…) Atteggiamento da super eroe dal Suo segretario Alfano che asserisce di aver evitato un disastro al Paese. Si sarà perso fra Agrigento e Roma Alfano, se non s’è perso fisicamente, sicuramente s’è perso mentalmente non capendo minimamente la portata del provvedimento che ha contribuito a redigere lui e i suoi uomini (donne). Altro che bel regalo all’Italia. Un bell’esempio di eroi al contrario.

Secondi classificati: Tutti i senatori della minoranza che si dichiarano contrari e che al momento del voto non hanno votato. Non importava se il provvedimento sarebbe stato approvato comunque, loro dovevano esserci e far vedere i cittadini italiani che rappresentano. Ognuno di loro rappresenta, a occhio e croce 100.000 elettori, motivo per cui dovevano essere in aula a votare, non tanto per una questione di opportunità elettorale ma etica e coerenza personale.

A tutti quanti, vincenti, neutri e perdenti, noi diciamo con forza e con coraggio che: NOI NON DIMENTICHEREMO. In tutte le sedi opportune, principalmente le cabine elettorali, noi ci ricorderemo del 25 febbraio 2016. Dovrete tenerne conto quando analizzerete i risultati elettorali.

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