Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin (lapresse)
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin (lapresse)
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin (lapresse)

È di ieri la notizia che il Ministero della Sanità ha intenzione di emanare una lista di 208 esami a rischio spreco,. I medici dovranno giustificare scientificamente le prescrizioni degli esami e, qualora fossero ritenuti superflui, secondo il ministero, dovranno pagare di tasca propria tali esami. Se da un punto di vista economico è giusta una razionalizzazione delle spese mediche in Italia ci si chiede se questa razionalizzazione non debba anche passare attraverso spese che non hanno molto a che vedere con la salute pubblica o con prestazioni sanitarie salvavita.

Un esempio? La fecondazione eterologa e gli esami di contorno che la riguardano. È di qualche mese fa la sentenza della corte costituzionale che ha nei fatti abolito la legge 40 su aborto e fecondazione. Adesso, le coppie che intendono avere figli, anche se non possono, potranno ricorrere alla fecondazione eterologa, o in termini più brutali alla fecondazione assistita. La Corte Costituzionale ha parlato chiaro: il diritto alla procreazione con l’eterologa deve essere equamente riconosciuto a chi ne faccia richiesta. Quindi, anche a chi non può permettersi di rivolgersi ai centri privati. Ma i costi rischiano di sfiorare il miliardo l’anno. 

Due conti li fa Pasquale Bilotta, direttore scientifico di uno dei centri privati di procreazione assistita “storici”, l’Alma Res di Roma. «Sono circa 10mila le coppie con problemi di infertilità interessate all’eterologa», spiega. Nel suo centro i costi per le pratiche di fecondazione variano dai quattro ai seimila euro, ai quali si aggiunge un altro migliaio di euro per test ai quali occorre sottoporre i donatori. Poi ci sono i rimborsi che, soprattutto per le donne che si sottopongono a faticose e lunghe stimolazioni ormonali per donare ovociti, si aggirano sui mille euro. Infine c’è il costo della creazione e gestione delle banche dati che dovranno garantire la tracciabilità dal donatore al nato in provetta, nel caso questi accusi qualche malattia genetica che richieda risalire al donatore. Totale: circa un miliardo l’anno». 

Vorremmo chiedere al Ministro, ai giudici della Corte costituzionale, alla Corte dei Conti, tutte istituzioni che hanno a cuore i “conti” dello stato italiano, se non sia appropriato, prima di pensare a tagliare esami che possono essere salva vita, evitare di inserire nell’ordinamento legale italiano pratiche sanitarie, e la fecondazione eterologa è una pratica sanitaria, che favoriscono una netta minoranza solo per inseguire la moda del riconoscimento ideologico di diritti a pochi anche al costo di sacrificare il diritto alla salute di tanti.

La battaglia per la fecondazione eterologa e l’estensione alla pratica di questa anche a coppie omosessuali è stata ed è uno dei fini ultimi della ideologia omosessualista. Nascosta dietro il patetico vittimismo della disuguaglianza e delle discriminazione, con essa si vuole distruggere il concetto di famiglia naturale ed introdurre e certificare altre forme di genitorialità che nulla hanno a che vedere con la famiglia così come la conosciamo. Il tutto per soddisfare il desiderio di alcuni e trascurando il diritto dei nascituri ad avere un padre ed una madre, nel caso di coppie omosessuali.

Bene ministro Lorenzin, perché non risparmiare almeno un miliardo l’anno vietando la fecondazione eterologa, magari questo risparmio accorcerebbe la sua lista di esami a rischio spreco. Questo è quello che vorremmo chiederle.

About The Author

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Close