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Sollevare una cornetta, comporre undici cifre e possedere 250 dollari sono i requisiti necessari per accedere al nuovo servizio ,attivo da ieri,attraverso il quale è possibile “ordinare” il proprio aborto da asporto.

Non è finzione ma siamo di fronte a qualcosa che in Australia è diventata realtà grazie alla fondazione Tabbot che ha lavorato per «rendere l’aborto più accessibile e più affidabile».Basta chiamare il numero 1800 180 880 ed è fatta: qualsiasi donna australiana potrà “ordinare” il suo aborto da asporto.

«Il servizio è simile a quello che un medico di base o una clinica può offrire [a una donna che vuole abortire]. Non hai bisogno di viaggiare fisicamente, così per le donne che vivono in zone del paese dove non ci sono cliniche abortive o dove non ci sono medici che forniscono la pillola, ci sarà comunque un accesso adeguato» ha dichiarato Jenny Ejlak, co-presidente del gruppo Reproductive Choice Australia e tra gli ideatori dell’aborto da asporto. Il servizio renderà possibile organizzare esami del sangue ed ecografie nella zona della donna richiedente e spedirà la RU486 direttamente a casa. Ricordiamo che la RU486 è una pillola abortiva, il che significa che essa non evita la fecondazione dell’ovocita, ma provoca il distacco dall’utero dell’embrione. Un aborto vero e proprio.

In Italia, la cosiddetta pillola abortiva può essere somministrata solo in ambito ospedaliero e con obbligo di ricovero “dal momento dell’assunzione del farmaco sino alla certezza dell’avvenuta interruzione della gravidanza escludendo la possibilità che si verifichino successivi effetti teratogeni”. Insomma non è un farmaco da utilizzare a casa, lontano dal controllo medico, in rispetto della legge 194. speriamo queste nuove mode non prendano piede anche da noi: la legge 194 è stata quasi del tutto smantellata in ossequio a una voglia di favoreire alcune categorie sociali – gli LGBT – che vorrebbero si possa consentire la fecondazione artificiale anche a coppie omosessuali in maniera tale che possano soddisfare un loro preteso capriccio. ovviamente, smantellando la 194 non solo si consente la pratica dell’utero in affitto ma si consentono anche questo tipo distorture.

Bastano soltanto 250 dollari ed il gioco è fatto: l’aborto può essere prescritto facilmente al telefono.

Una domanda sorge spontanea: come si fa a considerare sicuro un aborto che viene prescritto al telefono? La fondazione Tabbot ha pensato a organizzare un servizio telefonico, disponibile 24 ore su 24, per la gestione delle “emergenze”. Tale servizio prevede soltanto che, il giorno successivo alla segnalazione, la donna venga ricontattata da un’infermiera ma non è prevista nessuna visita da parte di un medico.

Se l’intenzione originaria era rendere la pratica più “accessibile” e “affidabile”,di sicuro il primo obiettivo è stato raggiunto ma, sul secondo (quello dell’affidabilità), abbiamo seri dubbi.…

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