Arcobaleno e soldi

E’ atterrato in Italia, dietro invito dell’ambasciata americana, Justin Nelson, cofondatore e presidente della americana “Camera di Commercio per Gay e Lesbiche”. Girerà per l’Italia con un compito preciso: “Vorrei far capire che escludere i gay è nocivo specialmente per il business”.

Per Nelson il mercato gay in Italia vale 120 miliardi di euro (880 miliardi di dollari negli USA). Ed è per questo che negli Usa “quattrocento grandi imprese e colossi finanziari hanno firmato la petizione dei gay americani per ottenere il matrimonio omosex. Hanno costretto la politica ad ascoltare quello che avevano da dire e la politica è particolarmente sensibile alle ragioni dell’economia. Anche in Italia può accadere lo stesso”.

Ed infatti affiliati alla sua associazione sono marchi come Facebook, Ibm, Verizon e Hbo, Ibm, Motorola, JpMorgan, perché se non ti dimostri gay friendly i tuoi affari non potranno che andare male. Una sorta di pizzo gay.

Nelson lancerà a Milano la prima filiale italiana della sua associazione ed aprirà una convention sul business lgbt, “Leaders for Change”, iniziativa sostenuta anche dal Comune di Milano. Poi Nelson spiega come le aziende possano con efficacia fare pressione per arrivare a determinati obiettivi politici: “Se in Italia non esiste ancora una legge sui matrimoni gay o sulle unioni civili, allora occorre far sapere alle imprese che devono diventare alleate di questo diritto, che in fin dei conti è un diritto umano e ciascuno dovrebbe poter sposare la persona che ama. Avere le aziende dalla propria parte è importante perché i politici ascoltano con attenzione il mondo del business.

Se l’economia e la finanza americana non avessero dato il supporto alle nozze gay, forse saremmo ancora agli albori. E invece 400 grandi imprese hanno firmato la nostra petizione per l’uguaglianza tra il matrimonio etero e il matrimonio gay. Quando l’imprenditoria dice: ora basta, i miei dipendenti e i miei clienti devono avere questo diritto, allora la politica non può far finta di nulla”.

Insomma laddove girano i soldi c’è potere e dove c’è potere è facile orientare le scelte politiche.

Questo l’articolo de huffingtonpost.it che trionfalmente parla di questa iniziativa

 

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