Nozze gay

Ma di cosa si occupavano i cittadini USA mentre il sangue scorreva in Tunisia, Francia, Somalia e penisola arabica? Mentre l’occidente contemplava sgomento la propria impotenza nel contrastare il terrorismo, gli americani godevano, Obama per primo, dell’ennesimo traguardo di democrazia conquistato da quella grande nazione: il diritto al matrimonio anche per le coppie omosessuali!!!

 

Così ha stabilito il 26 giugno la Corte Suprema degli Stati Uniti: tutti gli Stati dovranno permettere a due persone dello stesso sesso di sposarsi e riconoscere i matrimoni omosessuali contratti negli altri Stati. In 37 di essi le nozze omosessuali erano già regolarizzate e solo in 13 erano esplicitamente vietate. Ora i singoli stati non potranno più sottrarsi a questo riconoscimento, nonostante in 30 referendum su 32 gli americani si siano detti contrari.

In realtà il “grande evento” è scaturito dalla decisione di un solo giudice (su 9 che costituiscono la Corte Suprema), che ha fatto pendere la bilancia (5 contro 4) a favore delle nozze gay. Si tratta di Anthony Kennedy, un ottantenne vivace quanto strano. Nominato giudice della Corte Suprema dal  Ronald Reagan (che non era certo un progressista), cattolico, su aborto e droga ha votato sempre con i conservatori. Un uomo ha spostato un popolo.

I giudici di “minoranza” oppositori della sentenza, alla faccia della flemma anglosassone, hanno rilasciato una dichiarazione comune un cui si legge: «si è trattato di un atto di imperio, non di una sentenza fondata sul diritto». Se siete a favore, «celebrate la sentenza di oggi. Ma per favore non celebrate la Costituzione, non ha niente a che fare con essa».

Peggio ancora i commenti individuali. Il giudice Samuel Alito: «la decisione di oggi usurpa il diritto costituzionale del popolo di decidere se mantenere e modificare la nozione tradizionale del matrimonio. Tutti gli americani, comunque la pensino sul punto, dovrebbero preoccuparsi delle implicazioni della sentenza e del potere straordinario che conferisce a una maggioranza dei membri della Corte». Il giudice Anthony Scalia ha scritto che se avesse firmato una simile sentenza, «dovrei nascondere la mia testa in un sacco» e che essa, più che sul «ragionamento legale», sembra fondarsi su frasi «del tipo che si leggono nei bigliettini nascosti nei dolci della fortuna cinesi».

C’è già un precedente illustre. L’aborto entrò negli nel 1973 con la sentenza «Roe versus Wade», che esclude i nascituri dalla nozione costituzionale di diritto alla vita. In entrambi i casi non vi è dibattito parlamentare, né legge. Alla faccia della democrazia!

E ora i ministri delle chiese che celebrano matrimoni, che faranno?

Lo Stato del Texas intanto, per pronto accomodo, ha autorizzato i suoi funzionari a fare obiezione di coscienza per quanto riguarda la trascrizione di nozze omosessuali sui registri. Ma è chiaro che …non finisce qui, checché ne pensi Obama.

Il governatore repubblicano Ken Paxton ha infatti definito “fuorilegge” il verdetto; e precisamente: “Noi riteniamo che nonostante abbia inventato un nuovo diritto costituzionale, la Corte Suprema non abbia ancora diminuito, abolito o messo in dubbio i diritti garantiti dal primo emendamento che permettono il libero esercizio della propria religione… farò tutto il possibile per dare voce pubblica a chi si schiera a difesa dei propri diritti”.

Obama invece ha capito che la sua rielezione era possibile solo con il sostegno di certe lobby. E non si è risparmiato in dichiarazioni gay-friendly in campagna elettorale. David Mixner, sceneggiatore, giornalista e professore universitario, definito dal Newsweek il “gay più potente d’America”, ha dichiarato: “La comunità Lgbt ha dato a Obama la percentuale più alta di voti dopo quella afroamericana…Il voto Lgbt è molto importante: pesa due volte di più di quello ebraico”.

Ma non è l’unica lobby accarezzata e orientata. Perché 379 aziende, fra cui Google, Apple, Facebook, Twitter, Microsoft, Amazon, Coca Cola, Pepsi, Levi’s, Nike, Groupon, Goldman Sachs e Jp Morgan, firmano un appello comune ai giudici della Corte Suprema a favore del matrimonio gay?

Leggiamo nell’appello che “l’attuale quadro legale sui matrimoni tra persone dello stesso sesso è dispersivo e confuso e comporta oneri significativi per i datori di lavoro e per i loro dipendenti, rendendo spesso difficile portare avanti l’attività lavorativa”. Eppure la popolazione LGBT negli States è stimata appena al 2% da una recente ricerca del Dipartimento della Salute USA.

Quali reali dinamiche legano omosessualismo e capitalismo?

Diego Torre

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