Liceo GIULIO CESARE

MASSIMO BARSOUM AGENZIA TOIATI MENINGITE AL GIULIO CESARE

Qualcuno dei lettori ricorderà la vicenda del Liceo Giulio Cesare di Roma che ha suscitato non poco scalpore. Per chi non ricordasse facciamo un breve riassunto: gli insegnanti avevano dato da leggere agli studenti, come percorso didattico, brani scelti del romanzo Sei come sei di Melania Mazzucco. Ora, in uno di questi brani veniva descritta con dovizia di particolari una scena di sesso orale tra maschi in uno spogliatoio. Ovviamente, qualche genitore si scocciò e pure qualche altro attardato che non ne voleva sapere di essere in linea con i tempi

La cosa suscitò un’interpellanza parlamentare, ma il presidente del Senato, Grasso, rifiutò di far leggere in aula i passi in fattispecie perché li giudicò troppo osé per l’augusta aula. Allora le associazioni Giuristi per la Vita e Pro Vita Onlus adirono il tribunale di Roma, motivando che l’oscenità pornografica deve restare fuori dagli ambiti scolastici e non venire presentata come letteratura agli scolari da parte dei docenti.

La scorsa settimana il Tribunale di Roma ha emesso una sentenza che di fatto sdogana la pornografia tra i banchi di scuola e non fa altro che confermare i timori sulla deriva delle scuole italiane nella direzione del pensiero unico dettato dall’ideologia del gender; la Procura di Roma ha comunque deciso di archiviare il caso del Liceo Giulio Cesare di Roma che nell’aprile scorso fece scalpore!

I motivi dell’archiviazione del caso? <<Tali contenuti, inseriti nell’insieme dell’opera, sono “penalmente irrilevanti” e la divulgazione del libro “è supportata da motivazioni di studio che sono, a loro volta, inserite in precisi obiettivi nazionali e internazionali di lotta all’omofobia e di formazione dei minori”>>.

Come può essere definita funzionale alla “formazione dei minori” la diffusione di brani dal contenuto esplicitamente pornografico, in cui si descrive con dovizia di particolari un rapporto orale tra due ragazzi? È certamente una causa giusta quella di insegnare alle nuove generazioni il rispetto e l’accoglienza nei confronti di ogni persona, nella quale risplende la dignità dell’essere umano che deve essere riconosciuta nella sua integrità e rispettata.Allo stesso tempo però casi come quello del liceo romano dimostrano come sotto la bandiera della lotta al bullismo “omofobico” si celi in realtà il progetto di ri-educare i ragazzi, imponendo la distruttiva teoria del gender (che svincola la costruzione del proprio genere sessuale dal dato biologico di partenza) e usando la scuola come luogo di propaganda dell’agenda che prevede matrimoni e adozioni omosessuali. 

Bisogna vigilare affinché la scuola possa essere:

  • un luogo sicuro e sereno per tutti;
  • un luogo dove ai ragazzi non venga imposta una teoria che disintegra la natura umana;
  • un luogo dove non venga tolto ai genitori il diritto di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni morali e religiose circa argomenti così importanti e delicati come la sessualità. 

Per questo invitiamo tutti i genitori a verificare attentamente i programmi scolastici delle scuole e, se ritenessero che ci sia qualcosa che non va, possono mettersi in contatto con noi gli daremo le necessarie indicazioni per potersi opporre a questo tipo di insegnamenti.

Pietro Caprarotta

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