Stepchild adoption

L’allargamento alle coppie omosessuali dei diritti-doveri legati al matrimonio oltre che uno scontro morale fra due diverse fazioni è diventato uno scontro ideologico/economico. Se l’aspetto morale fra chi, come noi, ritiene che il matrimonio omosessuale non ha diritto di esistere sia in ordine sociale ma soprattutto religioso va avanti da decenni ed ha conosciuto vari episodi che hanno visto , ad alterne fasi, predominare l’uno o l’altro campo.

Ultimamente lo scontro si è spostato sul campo ideologico/economico. Una piccola fetta della società italiana e non, ha messo in campo azioni con il supporto di finanziatori occulti, noi li abbiamo definiti lobby gay o omosessualiste. Queste azioni, protratte nel tempo hanno portato la società, attraverso processi di persuasione occulta e durante molti decenni, a convincersi che i diritti concessi agli LGBT siano necessari e doverosi. Mantenendo fermo il rispetto per ogni singola persona qualsiasi sia il suo orientamento politico o sessuale noi riteniamo sia doveroso doversi opporre con forza alla estensione dei diritti sul matrimonio agli omosessuali.

Negli anni, a partire dal movimento femminista degli anni 70 fino ad oggi il concetto di omosessualità come “cosa giusta e naturale” è passato da inaccettabile a moralmente giusto, anzi da legalizzare (la cosiddetta Finestra di Overton). Così assistiamo in tutto il mondo occidentale a tutta una serie di mutamenti della società che sembravano improponibili solo un paio di decenni fa. Basti pensare, per esempio, alla cosiddetta “pansessualità” o sessualità fluida secondo la quale non si è maschi o femmine ma ciò che si vuole, quando si vuole e perché si vuole. Un concetto di società fluida che fa comodo a pochi, ricchi produttori di prodotti che devono vendere il più possibile a chiunque, e distruttivo per la maggioranza della popolazione.

Il mutamento sociale porta direttamente al mutamento legislativo. Tutto il mondo occidentale cristiano si sta adeguando il suo impianto normativo in funzione di questa fluidità.

Anche l’Italia non è esente. Negli ultimi anni abbiamo assistito prima al tentativo di introdurre una legge, il DDL scalfarotto, che intende creare dal nulla una reato, il reato di omofobia, per proteggere una minoranza che vuole comandare una maggioranza. Gli anticorpi sociali del popolo italiano tramite l’azione di tante associazioni ha per ora impedito l’approvazione di tale legge. Vistosi respingere questo tentativo, la lobby omosessualista sta provando adesso con le unioni civili attraverso il DDL Cirinnà.

In Senato, la lotta è stata aspra e controversa, ma i numeri sembra che il governo li abbia per far passare questa legge perché ha ottenuto l’appoggio del Movimento 5 Stelle.

Se da un canto potrebbe, ad una persona disattenta e che non si è informata bene, sembrare accetabile l’introduzione di questo DDL perché riconosce a tutti la possibilità di godere dei diritti che altrimenti sarebbero negati, – giova comunque ricordare che nel nostro ambito giuridico esiste già il riconoscimento di molte delle istanze che pretende di concedere il DDL Cirinnà) – dall’altro è necessario e doveroso doversi opporre alla sua approvazione per due motivi fondamentalmente:

  1. Con l’introduzione del DDL Cirinnà si avrà Disintegrazione del matrimonio.Questo testo viene presentato come uno strumento necessario a garantire dei diritti ad una supposta categoria di persone discriminate per il loro orientamento sessuale. Basta il buon senso per capire che non è così. Il matrimonio in Italia è consentito a tutti, non è precluso a nessuno (purché maggiorenni e non già sposati chiaramente), ed è fondato sull’unione stabile e fedele tra un uomo e una donna. Come prevede la Costituzione italiana. Istituire un’unione tra due uomini o due donne ed equipararla al matrimonio non significa dunque estendere un diritto a chi non ce l’ha, significa invece ridefinire il matrimonio che, a questo punto, non sarebbe più fondato sulla complementarietà sessuale e la potenzialità generativa bensì su una “preferenza” sessuale o, come va di moda dire ultimamente, “sull’amore” inteso unicamente come sentimento ed emozione.
  2. Mercificazione dei bambini e delle donne con la stepchild adoption.Come abbiamo ripetuto fino allo sfinimento, l’istituto della stepchild adoption, contenuto nel DDL, apre la strada alla pratica abominevole dell’utero in affitto, per cui due persone adulte che decidono di volere un figlio, unicamente in funzione di questo desiderio, avrebbero il diritto di fabbricare lo stesso con ovuli, utero e seme esterni, sfruttando il corpo di altre donne (che avvenga a pagamento o meno, resta inaccettabile) all’estero, di tornare in Italia e di vedersi riconosciuto quel bambino come figlio, quando figlio non è, ma un minore trattato come un oggetto di diritto. Inoltre la mancanza del padre o della madre, creerebbe ostacoli allo sviluppo normale dei bambini.

Con l’introduzione della stepchild adoption (letteralmente l’adozione del figliastro), oltre che a privare i bambini della contemporanea presenza di padre e madre, si apre un’autostrada, non una strada, verso un’altra aberrazione dei nostri tempi: l’utero in affitto.

Con questa pratica si consente a coppie omosessuali di poter avere bambini senza che esse siano geneticamente, socialmente ed eticamente “programmate” per farlo.

Altro fatto aberrante è la mercificazione che si fa del corpo femminile. Donne povere che vivono in aree depresse economicamente danno il loro corpo in affitto per generare nuove vite che verranno strappate dal loro seno subito dopo la nascita. Il ricorso all’utero in affitto o GPA (gestazione per altri come la chiamano i francesi forse per non vedere la brutalità di questa pratica) è COSTOSO, si parla di 50-60.000€, sicuramente un giro di affari che ha ingolosito le multinazionale mediche che hanno intravisto ottime possibilità di guadagno. Negli ultimi anni, da quando questo fenomeno è venuto fuori, si è parlato molto di GPA soprattutto per i casi mal riusciti. Quei casi, cioè, in cui le cose non sono andate perfettamente:

  • bambini rifiutati dai committenti perché malati, ma questa è la natura può succedere che il feto abbia una malformazione, e una coppia normale che genera un figlio di certo non rimanda in dietro il bambino, anche se malato;
  • madri che rifiutano l’aborto selettivo di uno o più feti che hanno in grembo. È di questi giorni il caso di una donna che ha rifiutato di fare una aborto selettivo perché i committenti ritenevano che tre bambini fossero troppi da crescere
  • donne morte in seguito a complicazioni della gestazione

e questi sono solo alcuni esempi, chi ci ha seguito avrà letto dei casi che abbiamo puntualmente riportato, almeno quelli di cui siamo riusciti a venire a conoscenza.

La donna, quindi, diventa oggetto riproduttivo, almeno quelle dei paesi più poveri, perdendo il suo primato nella gestazione e nell’ “imprinting” iniziale col suo bambino al quale trasferisce tutta una serie di caratteristiche che solo la madre che lo ha partorito può fare. Il bambino perde tutta una serie di privilegi che la natura , Dio, ha deciso di donarci in un momento fondamentale della sua esistenza: i primi minuti e i primi giorni di vita nel quale impara a riconoscersi come essere umano attraverso il contatto fisico e mentale con la madre.

Per non parlare anche dei donatori, di gameti. Si ha notizia di uomini che hanno dato il proprio seme a pagamento (un buon impiego remunerativo, part-time ed anche piacevole), ed in alcuni casi senza nemmeno aver effettuato i doverosi esami che garantiscono l’assoluta certezza della buona salute del donatore.

Insomma una grande opportunità economica per pochi, una fiera, come quelle di bestiame che si vedono nei film americani, per molti. Ed in tutto questo il bambino diventa un oggetto di diritto e non un soggetto di diritto, diventando il capriccio per due persone dello stesso sesso che altrimenti non avrebbero potuto generarlo.

Molti omosessuali difendono la stepchild adoption dicendo che all’utero in affitto ricorrono più le coppie eterosessuali che omosessuali. Questo è possibilmente vero, soprattutto perché, grazie a Dio, la società ancora non si è piegata al diktat omosessualista e quindi le coppie eterosessuali sono la grande maggioranza, ma per noi l’utero in affitto è reato comunque è un male che deve essere estirpato totalmente senza esclusioni. Ricordiamo a tutti che quando una coppia non ha possibilità di procreare ha sempre l’opportunità di adottare un bambino. Adozione che deve essere concessa solo a coppie eterosessuali perché mai e poi mai si deve privare un bambino della possibilità di avere un padre ed una madre con i bagagli culturali e sociali che solo essi per natura sono in grado di trasferire.

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