Pensioni di reversibilità

Pensioni di reversibilità e welfare che confusione… Il Governo non sa più che pesci prendere, non per abbondanza di prede ma per mancanza di zone di caccia dove buttare le reti.

Che ultimamente Renzi sia in confusione perché in affanno nel condurre il Paese è sotto gli occhi di tutti. Sulle unioni civili lascia al Parlamento la “libertà” di proporre una legge, il DDL Cirinnà, per non esporre il suo esecutivo alla mannaia dell’opinione pubblica che in larga maggioranza è contraria; i conti dello Stato, se non peggiorano, comunque non migliorano esponendo la Nazione a rischio default (fallimento, chiamiamo le cose con il loro nome); banche e banche di credito cooperativo nell’occhio del ciclone finanziario perché, vuoi per pregressi conti economici “sballati”, vuoi per riforme atte a favorire gli amichetti di merende, hanno subito una riforma che premia gli amministratori e condanna i clienti alla perdita dei propri risparmi; in Europa non va tanto meglio considerati i continui richiami della Commissione Europea che “vede” i nostri mali e ci richiama all’ordine. Nulla è cambiato dall’epoca politica precedente che sembra distante lustri ma è roba solo di 2 anni fa. L’Italia uno stato allo sfacelo era e uno stato allo sfacelo rimane.

Certamente non si può negare che l’impegno c’è, Renzi ha provato a fare qualcosa, e l’ha fatta. Ma non basta. Non basta nemmeno la sua aria tracotante, da ducetto, quando si fa vedere in occasioni pubbliche sia in ambito nazionale che estero. Renzi non è il “deus ex machina” o per lo meno non è riuscito a dimostrare di esserlo.
L’Italia resta sempre sotto la lente d’ingrandimento dell’Europa, i nostri conti non sono in regola ed è difficile che possano esserlo, per questo motivo siamo e rimarremo sotto esame della Commissione Europea ancora per molto, a nulla vale fare finta di comandare facendo la voce grossa, come ha fatto Renzi nella polemica con Junker di qualche settimana fa. Ci guardano e ci ridono in faccia comunque.
Il governo targato Renzi è e rimane sotto protettorato come lo era il governo Letta, come lo era il governo Monti, come lo era il governo Berlusconi. Ma non è utile lamentarsi di questo, sono regole che l’Italia ha contribuito a redarre e che il nostro paese si è impegnato a rispettare e far rispettare. Niente piagnistei adesso!

Il rispetto di queste regole impone al nostro paese il rispetto dei conti economici soprattutto, e il governo che fa? Sotto le mentite spoglie di un decreto povertà introduce una riforma, o riordino delle pensioni di reversibilità. – tecnica usata anche nel DDL Cirinnà sulle unioni civili. Sotto le mentite spoglie dei diritti civili si vuole introdurre un concetto incivile che porterà all’utero in affitto-.
Per definizione la pensione di reversibilità è una misura «previdenziale», cioè, una misura che garantisce ai familiari del contribuente una prestazione economica pari a circa il 60% del suo assegno, in caso di morte dello stesso.

Il governo adesso, con la legge delega presentata alla Camera, intende agganciare le pensioni di reversibilità agli indicatori ISEE. Ciò significa che la reversibilità da previdenziale si trasformi in «assistenziale» e correlata ai mezzi di cui dispone il beneficiario. In pratica, il beneficiario, non importa se non ha mezzi di sussistenza propri, se ha avuto in eredità dal caro estinto un appartamento o qualche bene, vedrà ridotto, se non annullato, l’assegno di reversibilità. Se per chi è ricco questo è un concetto che potrebbe avere un senso, per chi è al limite della soglia di povertà è una catastrofe. Per dare a chi non ha nulla togliamo a chi ha poco, importante non toccare chi ha molto

A poco valgono le dichiarazioni del Ministro Poletti quando dice che si vuole fare una razionalizzazione e una verifica su chi ha diritto o meno di ricevere la reversibilità perché l’obiettivo è uno e solo uno: fare cassa.

Non dimentichiamo che Poletti è colui che ha detto che con 380€ si può vivere dignitosamente. Ma questo signore ha mai provato a vivere con 380€ al mese dovendoci pagare affitto, bollette e cibo? Provi lui! E poi ci dica com’è.

Noi, che tanto ci stiamo impegnando nella battaglia contro il DDL Cirinnà, facciamo notare una cosetta… questo DDL prevede la pensioni di reversibilità per le coppie omosessuali civilunite. Ma non vi sembra un po’ schizofrenica la cosa? Da un lato si toglie o si riduce qualcosa, dall’altro, la stessa cosa si riconosce a chi pretende dei diritti. Dov’è il corto circuito? Basta solo questo fatto a dimostrare la confusione assoluta nel Governo e nella sua maggioranza che da stabile, negli ultimi mesi, si è trasformata in variabile, facendo salire sul carro del ducetto Renzi molti che sperano di avere in cambio qualcosa. Ma da abile politico al momento giusto Renzi saprà come sbarazzarsi dai pesi ingombranti e compromettenti, statene certi, state sereni (frase di lettiana memoria).

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