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Essere nominati dall’Espresso ci onora, ci fa grande piacere perché viene riconosciuto il nostro impegno da una testata così prestigiosa che fa parte di Espressouno dei più grandi, ergo più potenti, gruppi editoriali italiani.

In un articolo apparso ieri si parla di noi e del nostro impegno. Certamente, considerate le posizioni de L’Espresso, il loro interesse ci ha anche fatto sorridere, se non ridere a crepapelle, per svariati motivi.

Innanzi tutto, il giornalista che ha scritto l’articolo mancandoci un po’ di rispetto ci ha nominati in minuscolo. Il nostro movimento è Cristiani Per la Nazione e non “cristiani per la nazione”. Chi ha scritto l’articolo dovrebbe sapere che i nomi propri vanno scritti con le iniziali maiuscole, – qui si che ci vorrebbe un po’ di “buona scuola”- ma su questo sorvoliamo volentieri, non ci importa poi tanto.

In secondo luogo, cosa ben più grave è la disinformazione che fa il giornalista riguardo il nostro lavoro. Vogliamo credere che il giornalista in questione abbia fatto dei pacchiani errori di distrazione dicendo che noi proponiamo un referendum per l’abrogazione della legge 107/2015 “La buona scuola”. Perché se così non fosse, allora, possiamo dire che l’intento discretatorio del giornalista è chiaro e lampante. Da nessuna parte nel nostro sito è detto che appoggiamo il referendum in questione, anzi, al contrario, rispondendo ai nostri lettori, abbiamo dato notizia del referendum dicendo a chiare lettere che non lo appoggiamo direttamente e che, se mai, stiamo valutando l’opportunità di presentare un referendum che miri all’abrogazione del comma 16 dell’articolo 1 della legge sulla buona scuola, comma che potrebbe insinuare l’insegnamento della teoria del gender (tradotta in italiano con identità di genere) nelle scuole italiane. Se avesse letto il comunicato per intero, si sarebbe imbattuto nel periodo che dice: “Cristiani per la Nazione non lo appoggia direttamente perché non è tra i promotori del referendum”.

Non abbiamo la pretesa di essere un giornale di “tendenza”, non ne abbiamo i mezzi e ancora non ne abbiamo le capacità, col tempo sicuramente cresceremo. Ma vogliamo essere un riferimento per chi non vuole cedere al pensiero unico del gender, per chi non vuole farsi sviare, oscurare la mente dalla stampa “di livello” totalmente schierata. Quella stampa che non esita a falciare, emarginare e infangare chi non si asserve ai suoi padroni. Parlano di noi come di oscurantisti, bigotti e retrogradi. Si sbagliano! Noi siamo Cristiani! Se solo per un momento fomentassimo odio, bullismo, omofobia verso un altro essere umano tradiremmo i dettami di Cristo e della Bibbia in cui crediamo fermamente. E, in quanto cristiani, non possiamo accettare, però, nessuna forma di legalizzazione di situazioni che mirano alla decostruzione della società per come è stata costruita secondo la visione cristiana, almeno nel mondo occidentale, che ci ha portati al progresso che conosciamo. Siamo per il rispetto e l’amore verso il prossimo, qualunque sia il suo pensiero, dicevamo, ma non possiamo accettare che i concetti di famiglia educazione e società vengano sostituiti da quelli teorizzati da un certo Mieli o Michael Swift (di cui vi invitiamo a leggere alcuni estratti dei loro scritti).

In terzo luogo, non accettiamo che il nostro lavoro possa essere messo in ridicolo accostandoci ad azioni estemporanee di singole persone che, benché lodevoli per l’impegno, non sono supportate da adeguata preparazione sull’argomento. Ci stiamo impegnando, e molto, per far conoscere le nostre posizioni per cadere in errori così maldestri. Certo il progetto di “pensiero unico”, come noi lo descriviamo, passa anche attraverso una stampa schierata che pone il suo focus soltanto da una parte e ridicolizzando chiunque non sia d’accordo. Guarda caso L’Espresso cita tutte le associazioni, le onluns e i giornali che si oppongono al gender in questo articolo. Mettendo tutti sotto i riflettori, quasi volesse dire: fate attenzione questi sono tutti omofobi, bigotti e retrogradi, diffidate. Bel servizio alla società da un potere, il quarto, e cioè la stampa, che ha come credo la liberta e l’autonomia da ogni vincolo padronale.

Per fortuna ancora non è stato approvato il DDL Scalfarotto e nemmeno il DDL Fedeli, per cui abbiamo ancora libertà di parola e di opinione sull’argomento.  Sfrutteremo fino in fondo questa libertà per affermare le nostre opinioni e posizioni, senza mai esercitare omofobia, offese e ridicolizzazioni verso la dignità ed il lavoro altrui. Questo da principio è stato il nostro modo di lavorare, e la crescita costante di lettori del sito premia questo nostro impegno. Forse è questo che in realtà da fastidio al gotha dell’informazione in Italia.

Questo è il link dell’articolo de L’Espresso che parla di noi

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