disforia di genere

Oggi Sposi! Sull’ANSA leggiamo che Alessia e Davide si sono sposati sabato, 6 febbraio 2016, nel Comune di Orbetello (Grosseto). Felicitazioni.

Il matrimonio ha fatto notizia perché Alessia (24 anni), quella sulla destra, vestita da sposa, fino a qualche anno fa si chiamava Alessio. E Davide (19 anni), quello vestito da sposo, sulla sinistra, era Valentina. (ANSA)

La coppia è stata recentemente intervistata dal settimanale Oggi (4 Novembre 2015). Casualmente avevo letto la loro storia mentre ero nella sala d’aspetto di uno studio, oggi, leggendo l’ANSA, mi è tornata in mente.

Nel mezzo dell’articolo, a pagina 78, c’era un paragrafo dal titolo: “Test, ormoni, intervento, lo Stato copre tutto“.

Vi si parla della “disforia di genere” o “disturbo dell’identità di genere” (DIG). Su Wikipedia leggiamo che il DIG è catalogato fra i disturbi mentali del DSM-IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) e si tratta di un disturbo in cui una persona ha una forte e persistente identificazione nel sesso opposto a quello biologico. Inoltre: il DIG è indipendente dall’orientamento sessuale e non va confuso con esso: infatti una transessuale da maschio a femmina (MtF) può essere eterosessuale o lesbica, così come un transessuale da femmina a maschio (FtM) può essere eterosessuale o gay.

Tutto chiaro? Facciamo un esempio: io sono un uomo eterosessuale e quindi mi piacciono le donne. Ma se avessi il DIG potrei cambiare sesso, diventare donna e poi, magari, essere lesbica. E quindi mi piacerebbero le donne.

Fa specie apprendere che, essendo la DIG una malattia ufficialmente riconosciuta dallo Stato come Disturbo Mentale, pertanto coperta dal SSN, torni utile ai gender fluid e quindi ne approfittano, ma quando si dice che l’omosessualità o la transessualita sono malattie si è attaccati perche non è vero… insomma è un disturbo mentale? Allora va bene  che le cure ormonali vengano fornite (?!?); non è un disturbo mentale? allora facciano le loro pratiche a pagamento senza pesare sulle tasche del contribuente…

Alessia ha raccontato ad Oggi che: “I primi indizi emergono già dalla prima infanzia al momento del bisognino. Davide la faceva in piedi e io sempre rigorosamente seduta. A cinque anni lui giocava a pallone e io perdevo la testa per tacchi a spillo, slip di pizzo e reggiseni“.

Verrebbe da chiedersi: come fa un bambino di cinque anni a conoscere gli slip di pizzo? Ma andiamo avanti.

Davide spiega: “La procedura è molto chiara ma poco conosciuta anche in ambienti sanitari. Il primo passo è parlarne al medico curante che deve prescrivere la visita psichiatrica per l’accertamento del disturbo. C’è gente che va avanti per anni, ma a uno come me sono bastate quattro sedute. Si pagano 500 euro per la relazione dello psichiatra con cui un giorno andrò dal giudice per vedermi riconoscere come uomo e che oggi mi dà diritto all’assistenza medica gratuita. Lo Stato copre tutto, spese per esami e cure ormonali fino all’intervento finale in sala operatoria […] Per costruire la mia virilità dovranno togliermi muscoli, pelle, nervi e vene dalle braccia…” [Grassetto nostro]

Capito? Lo Stato copre tutto. E poi gli italiani si lamentano che la sanità non funziona…

I neo sposi, leggiamo sull’ANSA, tra qualche giorno partiranno per l’Ucraina dove è consentito avere figli attraverso la pratica dell’utero in affitto.

Hanno le idee chiare. Vogliono subito un figlio. Nonostante Davide sia un giovanotto di soli 19 anni.

Se non avessero avuto il DIG, Alessio sarebbe rimasto Alessio e avrebbe potuto mettere incinta Valentina che sarebbe rimasta Valentina. Adesso, non potendo avere figli con un semplice rapporto sessuale, dovranno utilizzare l’utero di un’altra donna che farà crescere il bambino nel suo grembo per nove mesi e poi togliere il neonato alla madre surrogata.

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