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Ormai le lobbies omosessualiste, fautrici del gender, sono infiltrate dappertutto, non c’è istituzione, ufficio più omeno oscuro in cui non sia presente almeno un politico o burocrate di mentalità deviata. E quello che stiamo per raccontarvi ne è un lampante esempio.

Stiamo parlando dei libri gender messi all’indice dal Pirellone, e prima ancora dal neo sindaco di Venezia, che adesso potrebbero essere letti in classe ai bambini di tre anni «contro l’ignoranza».

Lo ha proposto in aula del Consiglio comunale il presidente della commissione Cultura di palazzo Marino, Paola Bocci, del Pd, agli assessori alla Cultura Filippo Del Corno e all’Istruzione Francesco Cappelli.

«Se in consiglio regionale passa una mozione della Lega Nord che impegna la Regione a intervenire sulle autorità scolastiche perché vengano ritirati dalle scuole libri “messi all’indice” perché promuovono la cosiddetta “Teoria Gender”», ha puntualizza la dem, «il Comune invece li regali».

Per Bocci «i Piani dell’Offerta Formativa, libri compresi, sono di competenza delle scuole stesse e la presunta “teoria gender” non esiste. Nella recente legge della Buona Scuola si parla invece di parità di genere, lotta alla discriminazione e agli stereotipi. Io non credo che chi ha chiesto che questi libri vengano ritirati li abbia letti, o addirittura sfogliati», ha detto Bocci, che in aula ha riassunto la trama di “Ninna Nanna Pecorella”, “Piccolo Blu e Piccolo Giallo”, e altri testi per bambini.

«L’unico modo per dissipare l’ignoranza è portare conoscenza», regalando i libri e «facendo formazione per insegnanti e genitori per superare discriminazioni e stereotipi», ha concluso il presidente Bocci.

Nella seduta di ieri il Consiglio ha anche approvato a maggioranza con i voti contrari del centrodestra e tre astensioni (Basilio Rizzo, Fabrizio De Pasquale e Elisabetta Strada) l’emendamento del radicale Marco Cappato allo Stato del Comune con il quale viene cambiata l’espressione «sessi» con «generi». In pratica i candidati ai consigli municipali non saranno di entrambi i «sessi» ma di entrambi i «generi».

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