DNA

Da anni numerosi ricercatori conducono studi per cercare di trovare una causa scientifica e inattaccabile all’ omosessualità, per dare prova al mondo che non si tratta di una scelta o di un cambiamento dovuto all’ambiente e ai fattori circostanti, ma che semplicemente “si nasce così”.

Tuttavia, i tentativi passati sono stati smontati. Le cause sono tra le più comuni: campioni ridotti, gruppi di rappresentanza carenti e mancata ripetizione degli esperimenti, tutti elementi indispensabili per prendere anche solo in considerazione una ricerca.

La comunità scientifica si trova tuttavia circondata dal giornalismo di settore, che spesso alla prima fase di ricerca salta a conclusioni affrettate per illudere i lettori e, ovviamente, attirare l’attenzione generale. L’ultimo caso proviene dagli Stati Uniti. Giovedì 8 ottobre la rivista New Scientist ha pubblicato un titolo che sembrava non lasciare spazio ai dubbi: “Gay o etero? I test sulla saliva possono prevedere l’orientamento sessuale maschile” . L’articolo si riferisce all’abstract elaborato da Tuck C. Ngun, ricercatore di genetica, gay dichiarato, presso l’Università della California. Il lavoro è stato presentato all’incontro annuale organizzato dall’American Society of Human Genetics (ASHG) a Baltimora. Secondo la spiegazione, un algoritmo con informazioni epigenetiche originato da nove regioni del genoma umano può prevedere l’orientamento sessuale degli uomini, con un’alta precisione (fino al 70%). Questa ipotesi si basa su un campione di saliva prelevato da 37 coppie di gemelli, nelle quali un componente era omosessuale e l’altro eterosessuale, e da 10 coppie di gemelli entrambi omosessuali.

Si tratta senza dubbio di uno studio interessante, ma forse al giornalista è sfuggito un piccolo particolare: si parla di un abstract, non di un lavoro pubblicato, che tra l’altro non è stato revisionato da altri esperti. Inoltre, non sono ancora stati condotti ulteriori esperimenti che possano provare l’attendibilità delle supposizioni. Per questi motivi, la conclusione riportata nel titolo risulta piuttosto affrettata e priva di solide basi.

Per le ragioni sopra citate, la maggior parte del mondo accademico e scientifico ha preso le distanze e si è mostrata molto scettica. Per esempio, Gil McVean, professore di genetica statistica presso l’Università di Oxford, ha affermato: “Senza una verifica condotta attraverso un set di dati indipendente, non è possibile sapere se queste conclusioni siano attendibili”. Anche Ewan Birney, co-direttore del European Bioinformatics Institute, ha molti dubbi: “Dall’abstract non si capisce se gli scienziati abbiano analizzato attentamente i fattori contraddittori, ovvero altri elementi legati all’orientamento sessuale che possono essere la causa di questa correlazione”.

Trattandosi di un tema molto delicato e al centro del dibattito sociale e politico, è necessario porre maggiore attenzione a questi sviluppi e non affrontarli con superficialità o ingenuità.

About The Author

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Close