indottrinamento gender

Forse nessuno lo avrebbe mai pensato eppure qualcuno che, in mezzo a questa tendenza nazionale di indottrinamento gender, si distingue c’è: si tratta della regione Basilicata, una delle più piccole di Italia che non ha avuto paura di andare “controcorrente” battendosi e ottenendo quella che per tutti noi è una grande conquista: il divieto dell’indottrinamento gender nelle istituzioni scolastiche del territorio.

Il tutto è avvenuto grazie ad una mozione che era stata presentata giorni fa contro la diffusione di progetti contenenti l’ideologia gender nelle istituzioni regionali.    Tale mozione ha avuto i suoi frutti: al momento della votazione la regione Basilicata, con i suoi 8 voti favorevoli, ha fatto sentire la sua voce dicendo NO all’indottrinamento gender. Sei, invece, sono stati i voti contrari.

Sono vari i punti discussi all’interno di tale mozione ma, in particolare, essa prevede che nella regione Basilicata il consiglio si impegni:

 

  • A rispettare e far rispettare il ruolo della famiglia nell’educazione affettiva e sessuale e, quindi, a non introdurre la “teoria gender facendo riferimento all’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo il quale prevede la PRIORITA’ dei genitori sulle scelte educative dei loro figli.
  • A far conoscere i motivi per i quali la nostra Costituzione privilegia la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”, diversamente da ogni altro tipo di unione;
  • A far conoscere il valore e la bellezza che c’è nella differenza sessuale e nella complementarità biologica, funzionale e psicologica in modo tale che gli studenti imparino l’importanza della specificità di madre e padre che derivano proprio da tali differenze;
  • A favorire il rispetto del corpo altrui tenendo in considerazione le differenze nello sviluppo neurofisiologico e psicologico nei ragazzi e nelle ragazze accompagnandoli nella loro crescita anche attraverso corsi di educazione all’affettività e alla sessualità concordati prima con i genitori.

Siamo di fronte a una vittoria importante: la mozione, redatta anche all’aiuto di ProVita, ci dimostra che ancora possiamo continuare a credere che il buon senso possa prevalere sulle nostre istituzioni, e soprattutto, ad agire affinché la teoria gender sia bloccata una volta e per sempre.

Speriamo che ciò che è stato fatto non rimanga inosservato e che la Basilicata possa essere solo un punto di partenza e un esempio per tutte le altre regioni di Italia che sono sotto l’attacco dell’indottrinamento gender. 

 

La Redazione

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