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Chiarimenti e riferimenti normativi a supporto art 1 comma 16 le

Apprendiamo con soddisfazione che finalmente il Ministero Della Pubblica Istruzione ha emanato la famosa circolare che il Ministro, congiuntamente al Presidente del Consiglio dei Ministri, si era impegnato ad emanare a tutte le scuole pubbliche di ogni ordine e grado, in cui si specifica che nelle scuole non verrà insegnata alcuna teoria del gender. Peccato che si parli di ordinamento scolastico attuale, per quello futuro? Peccato che i POF non siano ancora stati redatti da nessuna scuola visto che la legge 107/2015 ne ha cambiato la periodicità. Peccato che non si indichi da nessuna parte chi sarà accreditato per le attività extracurriculari e quali argomenti questi tratteranno. Diciamo che la circolare c’è ma latita di contenuti chiari riguardo al gender, se non un richiamo al comma 16 dell’art. 1 della suddetta legge che richiama ad un’altra legge, la 119/2013, il che a noi lascia non pochi dubbi.

Siamo soddisfatti, da un canto, che sia stata riconosciuta la lotta, portata avanti con tanta fatica, da decine di associazioni e movimenti, tra cui anche il nostro, e di alcuni parlamentari che hanno puntato i piedi in sede di discussione parlamentare; siamo soddisfatti perché, sotto sotto, questa lotta ha risvegliato in molte persone l’interesse verso la scuola e l’educazione dei propri figli negli istituti scolastici: adesso molte più persone conoscono cosa siano il POF, il patto di corresponsabilità, gli organi scolastici. Adesso i genitori potranno esercitare con maggiore consapevolezza il loro diritto-dovere di vigilare sulle istituzioni statali, quali è scuola pubblica, nela quale ogni mattina accompagnano i loro figli, sapendo di affidarli in buone mani.

Allo stesso tempo siamo costernati dalle parole violente del Ministro Giannini riguardo alla ventilata possibilità di denunciare chi, pur essendo titolare di un diritto-dovere costituzionale, vuole esercitarlo. Il ministero nella circolare fa riferimento a vari articoli della Carta Costituzionale (3,4,29,27,51) che fanno capo al rispetto, istruzione, famiglia, parità uomo-donna e così via, ma dimentica che i cittadini che lei rappresenta nella loro totalità hanno anche il diritto costituzionale di controllare, verificare e censurare, qualora ve ne fosse bisogno, la scuola pubblica, il ministero che la dirige con tutti i suoi impiegati, il ministro che presiede tale ministero e il presidente del consiglio che nomina questo ministro.

Signor Ministro le ricordiamo che, in buona sostanza, Lei è una nostra dipendente, le piaccia o no questa è la realtà dei fatti. Quindi se controlliamo il suo operato facciamo i “nostri ed i suoi” interessi. A noi la scuola in fondo stava bene così com’era per quanto riguarda programmi di insegnamento, cercare di inserire bufale – in modo subdolo – che possono sconvolgere la parte più sana ed innocente della nostra società, i bambini, è la vera “truffa culturale” di cui lei si riempie tanto la bocca. Per tanto continueremo a vigilare sul suo operato, quello dell’UNAR e del governo intero perché questo è uno dei nostri diritti, e da buoni cittadini lo eserciteremo nel rispetto di tutte le leggi vigenti e di tutte le persone coinvolte siano esse eterosessuali, omosessuali, trans o altro.

Scarica il testo della circolare  download_pdf

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1 Comment

  1. E questa sarebbe democrazia e libertà di pensiero ? Dittatura bella e buona.

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