Oliveri Sandro

Riproponiamo l’intervista al Presidente di CxN del Past. Stefano Bogliolo apparsa sul giornale buonanotizia.org il 28 maggio scorso.

Alla luce della manifestazione del 14 Maggio denominata “Festa della Famiglia“, a margine della “Marcia per la Vita”, che ha avuto rilievo nazionale e non solo locale, il nostro movimento ha ricevuto l’apprezzamento e l’interesse di svariati personaggi politici e culturali di rilievo. Questo interesse non sarebbe stato possibile senza il prezioso ed insostituibile aiuto degli attivisti e fratelli in Cristo che si sono adoperati per la buona riuscita e ai quali va il nostro più sentito ringraziamento.

Di seguito l’intervista integrale di Sandro Oliveri.

L’ex deputato Sandro Oliveri passerà senz’altro alla storia del nostro paese, per essere stato il primo cristiano pentecostale, a sedere tra i banchi del Parlamento italiano. Oliveri ha anche fondato un movimento politico d’ispirazione cristiana che si chiama “Cristiani per la Nazione”. Dalla fine del suo mandato non si sa più molto di lui, abbiamo quindi deciso di intervistarlo per avere notizie aggiornate circa la sua attività.

 

D – Oliveri, lei lo sa che passerà alla storia per essere stato il primo pentecostale a sedere tra i banchi del Parlamento?

R. Purtroppo si. Dovrebbe essere un vanto, ma dico “purtroppo”, perché considero una fatto grave l’assenza di Credenti-CREDENTI da quei luoghi. Peraltro, ad oggi, ho anche il “triste” primato di essere ancora “l’unico” ad essere stato nel Parlamento Italiano.

 

D – Ci parli un po’ della sua esperienza di fede. Ad esempio; quando è entrato in contatto con la fede pentecostale; quale chiesa frequenta; da quanto tempo; qual è il suo ruolo nella chiesa, ecc?

R. Sono rinato in Cristo nel 1983, battezzato in acqua nel febbraio del 1984 e da allora non mi sono mai allontanato dalla fede, ne tantomeno “sviato”. Molto presto coinvolto nella leadership, da sempre componente della Chiesa PdG (Parola della Grazia) di Palermo (Past. Senior Lirio Porrello), Attualmente sono Ministro di culto con delega ministeriale della Chiesa Apostolica e componente dello Staff Apostolico dell’Apostolo Lirio Porrello con ordinazione, della propria denominazione, a Dottore (secondo Ef. 4:11)

 

D – Ci ricorda a quando risale la sua elezione, e quanto tempo è rimasto in carica?

R. Sono stato proclamato Deputato il 14.7.2011 (incredibilmente il giorno del compleanno di mia moglie – quasi un regalo di Dio a Lei che, precedentemente, non era molto favorevole al mio coinvolgimento in politica). Sono rimasto in carica sino alla fine della XVI legislatura e cioè sino al marzo 2013

 

D – Come è arrivato alla politica?

R. Per questa domanda la testimonianza non è molto breve e ci vorrebbe la stesura di un libro! Sintetizzando: non mi ero mai occupato di politica ne da giovane ne da adulto. Non avevo mai frequentato segreterie di politici ne fatto campagne elettorali etc. Dalla mia conversione, però, ho sentito un forte peso spirituale per la mancanza della presenza dei Credenti – CREDENTI in politica, ritenendo, però, che il mio coinvolgimento dovesse limitarsi alla sola esortazione (in considerazione della mia assoluta mancanza di passione, competenza ed esperienza). Quindi, alla Giovanni Battista, esortavo, incoraggiavo, insistevo affinché altri si cimentassero. Una volta avuto il benestare del mio pastore, feci partecipare un mio discepolo, che aveva esperienze di consigliere “avanti Cristo”, alle Comunali di Palermo del 97. Lo sostenni fortemente e per pochissimi voti non venne eletto. Alle successive del 2001 feci partecipare un altro mio discepolo che venne eletto. L’esperienza non fu molto felice e la chiesa attraversò un momento di grande scoramento al riguardo. Fu in tale occasione che il Signore mi mise con le spalle al muro chiedendomi sino a quando mi sarei esentato dalla chiamata che mi aveva rivolto. Mi convinsi e fu così che iniziarono i miracoli per una carriera che più che fulminante la si può definire da record, in quanto in pochi anni ho svolto i ruoli di Consigliere comunale di Palermo, Presidente di Commissione, Vice presidente del Consiglio Comunale di Palermo, Capo Gruppo consiliare, Coordinatore Provinciale del Partito Deputato Nazionale, tesoriere del gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati. Una carriera che blasonati politici non riescono a realizzare in trent’anni di militanza politica. Considerando che il tutto è avvenuto  senza grande competenza ed, ancor di più, senza alcuna esperienza (caratteristiche indispensabili per una buona carriera), si ha la riprova che è stato esclusivamente per la Grazia di Dio.

 

D – Potrebbe tracciare un bilancio della sua esperienza di parlamentare?

      R. Ritengo che la cosa più importante di questa esperienza si possa sintetizzare in una frase: la realtà Pentecostale è passata dalla “volontà di esclusione alla volontà di partecipazione”. Nei pentecostali in generale (e nei vertici delle denominazioni in particolare), l’atteggiamento prevalente, nei confronti della politica, era di rifiuto, di repulsione, di condanna verso tale mondo e verso coloro che ci si coinvolgevano. L’aver avuto un loro esponente fortemente dichiarato Pentecostale, con una inequivocabile testimonianza di coinvolgimento in politica non dovuta ad una personale passione (che non ho mai avuto), ma ad una accertata ubbidienza ad una spinta Divina, credo abbia fatto porre dei seri interrogativi determinando una consapevolizza circa la responsabilità che il popolo di Dio ha di doversi fare carico dei problemi che vive la Nazione non restando solo a guardare e a criticare. 

 

D – Cosa rimane di quella esperienza? La considera conclusa o continua ad occuparsi di politica? Ad esempio che ne è del movimento politico fondato da lei “Cristiani per la Nazione”?

      R. L’essere passati dalla “volontà di esclusione alla volontà di partecipazione” lo si può assimilare al vecchio proverbio popolare che recita “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. La difficoltà di una partecipazione unitaria con una visione condivisa è enorme. Per comprenderci con un esempio, nei tanti, che ormai condividono l’urgenza di una partecipazione attiva in politica, ho riscontrato posizioni che vanno dalla partecipazione esclusivamente con un partito che aggreghi solo evangelici sino all’opposto di chi, fermamente asserisce che il modo più corretto sia quello di candidare i f.lli nei vari partiti di destra, centro e sinistra senza che si sappia che sono credenti (per preservare la testimonianza laddove fosse cattiva!) e tra queste due estreme, ve ne sono una miriade intermedie, tutti fermamente convinti di avere la giusta visione! E questo solo riguardo il modello di partecipazione.

Non è incoraggiante, ma non mi scoraggio. Nell’attesa di chiare indicazioni dall’alto ho evitato il coinvolgimento con qualsivoglia partito e mi sono dedicato a tematiche sociali fortemente legate alla moralità come ad es. la problematica della identità di genere detta comunemente del“Gender”. Il Movimento “Cristiani per la Nazione” (che è bene precisare non è un partito) è il contenitore predisposto per aggregare tutti coloro che sentono la necessità di dare un contributo alla ns Nazione mediante il coinvolgimento in politica. Ma in questo momento è in stand by perché sta scontando le difficoltà di cui sopra.

D – In Italia ci sono doversi credenti impegnati nella politica, che militano un po’ in tutti i diversi schieramenti. Alla luce della sua esperienza politica, lei ritiene che ciò sia un bene, o che invece sarebbe meglio che i vari credenti siano raccolti sotto un unico partito o movimento, per concentrare le forze e far pesare di più la propria visione di società? 

R. Il bene sta nell’unità e quindi tutti i credenti impegnati in politica, ma abbandonati a se stessi soffrono enormemente di questa solitudine (mi consta per le confidenze personali ricevute), peraltro sappiamo quanto questo sia negativo anche da ciò che asserisce la Parola di Dio: “guai a chi è solo…” ci dice Eccl.4:10.

Questo non significa che la soluzione sia fare un “nostro” partito, anche perché questo dovrebbe passare dalla tagliola dei numeri che sappiamo bene ad oggi non avere (quelli necessari per avere ns rappresentanti nelle istituzioni). Ma la soluzione la vedo in un movimento che aggreghi tutti i credenti CREDENTI impegnati in politica i quali, appartenendo al movimento identitario, pur candidandosi nei vari partiti esistenti, grazie all’intesa che il movimento sottoscriverebbe con il partito dove verrebbero candidati, verrebbero garantiti da una protezione speciale. Questo li preserverebbe dalla sudditanza totalizzante che vediamo viene richiesta dai partiti. Essendo presenti nei vari partiti e, al tempo stesso uniti in un unico movimento, determinerebbero incisività su particolari tematiche (unità) e al tempo stesso influenza all’interno dei partiti in cui militano.

D – Non crede anche lei che nelle chiese pentecostali, ed evangelicali più in generale, manchi una cultura politica, nel senso più nobile della parola? 

Intendo dire; non crede che invece che andare avanti in ordine sparso, ciascuno cercando attraverso il voto di trarre vantaggi per il proprio orticello, non crede che sarebbe meglio come evangelici, pur militando in diversi partiti,  avere regolarmente dei momenti di confronto?

Questo al fine di  maturare  una visione più alta della politica, guardando al bene della nazione, non facendo prevalere la solita logica del: “meglio l’uovo oggi che la gallina domani”, cercando di essere uniti almeno sulle cose più importanti.

R. Purtroppo quando non c’è una visione più alta prende campo quella più bassa. L’assenza di una libera condivisione di queste tematiche all’interno delle chiese (a causa del pregiudizio, ancora forte al riguardo, di trattare questi argomenti in chiesa, ma solo al di fuori!) impedisce l’affermarsi di una cultura politica più nobile lasciando spazio ai “lupi” di venire e accaparrarsi i voti promettendo qualche prebenda, il più delle volte considerabile utile alla chiesa, ma purtroppo regolarmente disattesa come è nel tradizionale costume dei politici del mondo.

D – Cosa si sente di dire a quelli che  pensano che la politica sia una cosa sporca, e che quindi sia impossibile per un cristiano fare politica senza contaminarsi, e per questo consigliano ai credenti di starne alla larga? 

R. In una riunione alla presenza di una quarantina di Pastori ho affermato ad alta voce “LA POLITICA E’ SANTA”, ma ho aggiunto “se fatta da persone Sante!”. Se la politica è una cosa sporca, lo è a causa dei politici “sporchi” che l’hanno contaminata. Politica=cosa pubblica, quindi beni comuni che vanno amministrati. La vita stessa in comune comporta la gestione delle cose comuni! Non si possono abbandonare a se stesse, sarebbe anarchia. Alla luce di questa riflessione se la politica è sporca la responsabilità non può non ricadere su chi, non essendo “sporco,” la ha abbandonata nelle mani di…  Meditiamo f.lli, meditiamo! La domanda che bisogna porsi non è “quanto è sporca la politica per decidere se è possibile coinvolgersi”, bensì “quanta responsabilità abbiamo di fronte a Dio ed agli uomini, per il fatto che la politica sia così come è?”

Quanto al contaminarsi è d’obbligo precisare che bisogna essere molto consacrati a Dio per non cadere. Al riguardo l’impegno dovrebbe essere mandare in politica chi sente questa chiamata, ma al tempo stesso che abbia un elevato livello spirituale. Purtroppo tante volte ho visto disattendere questo principio. Il passo “io vi mando come pecore in mezzo ai lupi” lo indossavo ogni giorno quando ero in carica. Un aneddoto: una volta un f.llo mi ha chiesto “come ti trovi con i compromessi” gli risposi “benissimo” inizialmente si scandalizzò della risposta, ma si rasserenò subito quando continuai dicendo “benissimo, perché non me ne propongono essendo fin troppo chiara la mia posizione in Cristo. Così quello che si rischia non è essere tentati da compromessi, ma essere messi da parte quando li promuovono”.

D – Quali sono i suoi progetti per il futuro?

R. Alla luce dell’ultima mia affermazione il fatto di non essere coinvolti nei compromessi è sicuramente positivo per se, ma non è utile per incidere nella vita politica. Di conseguenza il mio progetto è di realizzare una squadra di politici credenti CREDENTI che possano fortemente influire nel mondo della politica determinando quel cambiamento che tutti gli Italiani attendono da troppo tempo.

Grazie Oliveri

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