stepchild adoption

Genitori Gay? Recentemente è stato pubblicato un nuovo studio sul tema delle differenze della crescita con genitori omosessuali ed eterosessuali, il più vasto mai condotto finora. Ancora una volta si ha la conferma che la famiglia composta da genitori eterosessuali sposati è l’ambiente ideale per crescere ed educare i figli.

Lo studio, pubblicato sul “British Journal of Education, Society, and Behavioural Science”, analizza la situazione di 512 bambini cresciuti con genitori dello stesso sesso su un campione di oltre 207.000 persone intervistate, che hanno partecipato ad un’indagine nazionale sulla sanità (National Health Interview Survey – NHIS) tra il 1997 e il 2013.

Secondo i risultati, il rischio di disturbi clinici psicosomatici, dello sviluppo o di ricorso a trattamenti per la salute mentale è circa il doppio tra i figli di genitori omosessuali, rispetto a coloro che sono cresciuti con un padre e una madre. La percentuale di gravi problemi psicosomatici tra i bambini è pari al 17% nel caso di coloro che sono cresciuti con genitori omosessuali, mentre arriva solo al 7% per i figli di genitori eterosessuali. Nello studio vengono sempre presi in considerazione fattori fondamentali come età, razza, sesso, istruzione e reddito dei genitori.

Anche l’analisi dei casi di disturbo dell’attenzione e di problemi di apprendimento hanno dato risultati interessanti. Nel primo, il distacco tra i due tipi di famiglie è notevole, con una percentuale del 15,5% tra i figli dei genitori omosessuali e del 7,1% tra coloro che sono cresciuti con un padre e una madre. Nel secondo, le percentuali sono rispettivamente del 14,1% e del 8%.

Come in altre ricerche, è stato ancora una volta dimostrato che non esiste alternativa equivalente all’educazione di un padre e di una madre biologici. Quante volte ci sentiamo rispondere: “Tantissime coppie eterosessuali sposate si separano o non sono buoni genitori”. Le percentuali non sono una garanzia di successo. Ma è evidente che in particolari condizioni i bambini hanno il doppio delle probabilità di soffrire di disturbi psicosomatici.

In passato i sostenitori della tesi “no-difference” hanno insistito sul fatto che i risultati delle ricerche riguardanti i disturbi dei figli delle coppie omosessuali fossero da ricondurre principalmente alle difficoltà dovute all’”adozione da parte di sconosciuti”. Tuttavia, nella grande maggioranza delle “famiglie omosessuali” analizzate nello studio, un genitore ha un legame biologico con il figlio.

Insieme al legame di sangue, la stabilità della coppia e della famiglia rappresenta un fattore fondamentale per una buona crescita dei figli. È stato pubblicato nel 2012 lo studio “How couples meet and stay together”, condotto dal professore Michael Rosenfeld dell’Università di Stanford. I risultati mostrano che, mentre solo il 3% delle persone eterosessuali intervistate afferma di aver provato almeno una volta attrazione per una persona del genere opposto del partner attuale, le percentuali degli uomini e delle donne impegnati in una relazione omosessuale sono rispettivamente del 20% e del 33%.

Anche in questo caso esistono le eccezioni, ma il divario è troppo ampio per essere ignorato.

Nel corso degli anni sono stati pubblicati vari studi “no difference”, la maggior parte dei quali è stata smontata. Per esempio, nel 2012 il docente dell’Università della Louisiana Loren Marks ha condotto un’analisi di 59 studi “no-difference” curati e pubblicati dell’American Psychological Association. Ecco i risultati: nessuno degli studi confronta un campione ampio, casuale e rappresentativo di genitori gay ed eterosessuali e dei relativi figli; i dati non sono sufficienti ad affermare che non esiste alcuna differenza tra i due modelli.

È giunto il momento di decidere se continuare ad affidarsi alle eccezioni e alla corrente dominante, oppure di riflettere su questi dati, capire quale direzione la società mondiale ha deciso di prendere e quali sono le reali priorità.

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