Bandiera-Francia

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E’ stata chiesta una condanna a tre mesi di carcere e un’ammenda di 1.500 euro per l’ormai ex vicesindaco francese Sabrina Hount che, secondo la Procura, avrebbe operato una “discriminazione sull’orientamento sessuale” rifiutandosi di celebrare un matrimonio gay perché contrario a ciò che la sua religione insegna.

Il fatto riguarda Claude ed Helen, una coppia di donne omosessuali, che nell’agosto 2014, si sono recate in Comune per la celebrazione delle nozze. In questa occasione la Hount, musulmana, avrebbe chiesto ad un consigliere municipale di sostituirla ma, a quanto pare, il sostituto non aveva i poteri legali per celebrare il matrimonio e la Hount, che ha comunque firmato i documenti civili (non assistendo alle nozze) è incorsa nel reato di falso in documento amministrativo.

Ma la questione non riguarda tanto il fatto del falso documento amministrativo ma l’accusa di discriminazione basata sull’orientamento sessuale. Ricordiamo che l’articolo 9 della Convenzione Europea sui diritti dell’uomo stabilisce la libertà di pensiero, di coscienza e di religione a tutti i cittadini Europei. E’ vero che la legge permette ai cittadini dello stesso sesso di contrarre matrimonio ma è anche vero che ciò deve essere fatto nel rispetto della libertà di coscienza dei gli ufficiali. La Hount, avrebbe quindi esercitato il suo diritto alla libertà di coscienza che, ovviamente, non è stato riconosciuto. Lo stesso Hollande aveva promesso che “la legge si applica per tutti ma nel rispetto della libertà di coscienza”.

Nonostante il matrimonio sia stato convalidato dopo un primo annullamento, la donna è stata denunciata e si ritroverà il 29 settembre davanti ai giudici per sapere se sarà condannata o meno così come è stato richiesto dalla Procura che ha definito la battaglia delle due lesbiche “legale e giusta”.

Le associazioni Lgbt la descrivono intanto come omofoba: “Mi hanno offesa dandomi dell’omofoba, il che è completamente falso. Ho vissuto un inferno. Il mio nome sui giornali… Al lavoro mi hanno insultato in ogni modo, dandomi della terrorista, Jihadista!”. Contro di lei, le due lesbiche, vogliono ottenere una “sentenza esemplare per l’applicazione della legge.”

 

La Redazione

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