family day

Ci siamo è ora di accendere i motori e farsi sentire in piazza. Il Family Day è stato indetto per il 30 gennaio a piazza San Giovanni a Roma.

La scelta della data e del luogo è indicativa. Il prossimo Family Day promosso dalle associazioni pro-life cadrà il 30 gennaio. Ovvero, nelle intenzioni degli organizzatori, dopo soli quattro giorni dallo sbarco in Aula al Senato del ddl Cirinnà sulle Unioni Civili, quando Palazzo Madama potrebbe aver già detto il primo sì al provvedimento per gridare in faccia al governo e per mostrare che la maggioranza degli italiani è contraria al DDL Cirinnà.

Il popolo del Family Day però fa paura al governo e all’area cattolica del PD tanto da indurre il Premier Renzi a spostare la calendarizzazione del DDL al 29 gennaio invece che il 26. Uno spostamento che indica chiaramente quanto Renzi tema la piazza. Se si raggiungessero numeri solamente uguali a quelli del 20 giugno scorso, un milione di persone, ciò implicherebbe cheil governo non ha più i voti per poter vincere le elezioni, sancendo un sostanziale scollamento fra popolazione e maggioranza politica.

Ma Renzi sa benissimo che è molto probabile che i numeri aumentino in favore del Family Day, sa bene che tutto il lavoro fatto dalle associazioni in questi 6 mesi non è stato solo di gridare contro i mulini, ma esse hanno formato le coscienze mostrando chiaramente la inutilità, le storpiature e l’incostituzionalità di questo provvedimento, tanto da ottenere anche l’appoggio della chiesa cattolica, anche se non diretto.

Lo sa Renzi e lo sa anche il PD. Almeno nella sua area cattolica.

Le opposizioni hanno registrato che l’associazionismo ha smosso le coscienze e muoverà le persone infischiadosene della politica e degli equilibri politici. In tema di famiglia agli italiani non importa un fico secco di camminare sulle uova, siamo certi che saranno come un carro armato che abbatterà questo scempio.

Forza Italia, in una assemblea di parlamentari tenutasi ieri ha deciso di votare no al DDL. Tentativo di ingraziarsi il popolo dopo anni di tentativi di arruffianarsi l’uomo forte, Renzi?

I centristi cattolici come Quagliariello, fondatore del movimento Idea e fuoriuscito da Ncd proprio per la linea troppo morbida nei confronti del governo Renzi. «Faremo in Parlamento una battaglia laica ma durissima – ha detto l’ex ministro delle Riforme – non facciamo come altri che firmano l’armistizio prima della battaglia. Ci batteremo contro la legge Cirinnà che è ipocrita, conformista e sbagliata». «È una legge ipocrita- ha continuato Quagliariello- perché introduce il matrimonio omosessuale; è conformista perché sotto uno pseudo laicismo e falso progressismo, danneggia i soggetti più deboli, ovvero donne e figli; è sbagliata perchè sia per forma che sostanza ha fortissimi dubbi di costituzionalità». «Un tempo la sinistra difendeva il proletariato, cioè coloro che come unica ricchezza avevano la prole – ha tuonato invece Carlo Giovanardi – oggi invece vuole portar via, a pagamento, al proletario anche la prole». Ma questi contano poco o niente in parlamento, non potranno sicuramente cambiare le sorti del DDL, ma almeno sono coerenti e ci provano.

L’NCD … Non pervenuto troppo occupato a cercare di mantenere le poltrone.

E’ il momento di muoversi, è il momento della partecipazione per dare un segnale forte che la famiglia gli italiani non la vogliono toccata. Perr questo vi invitiamo a partecipare.Va fatto per il futuro dei vostri figli!

 

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