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Lo aveva annunciato il giorno prima sul web e poi, dopo essersi procurato quattro pistole, ha dato il via alla strage che conta 10 morti e 10 feriti di cui 7 gravi. Si tratta  di Chris Harper Mercer, ragazzo di 26 anni che, dopo essersi recato all’Umpqua Community College di Roseburg, ha dato il via ad una vera e propria tragedia: l’omicida sarebbe entrato classe per classe e, stando a quello che ha raccontato uno degli studenti del campus, avrebbe ordinato ai ragazzi di mettersi a terra. Quindi ha chiesto loro di alzarsi uno per uno obbligandoli a dire la religione di appartenenza. “Ha chiesto loro se fossero cristiani e, se la risposta era si, gli diceva: Bene, perché in un secondo andrai ad incontrare Dio. E poi gli sparava in testa”. Se la risposta era no gli sparava alle gambe. 

Non si sa ancora quale sia il movente dell’accaduto ma ciò che si sa è che la tragedia era stata annunciata dal momento in cui il giovane killer avrebbe postato su Twitter il messaggio: “Domani non andate a scuola”.

Così l’America fa ancora una volta i conti con l’impressionante scia di sangue provocata nel corso degli anni di tanti assassinii di massa: dal massacro della Columbine School a quello del campus di Virginia Tech, dalla strage di bambini della Sandy Hook Elementary School alla carneficina nel cinema di Aurora.

«Siamo l’unico Paese moderno al mondo che vede questo tipo di sparatoria quasi ogni mese», ha detto il presidente Barak Obama. « Ormai sono diventate una routine e di fronte a questi episodi che si ripetono le preghiere non bastano» ha continuato

Il terrore all’Umpqua Community College è andato in scena sui social media, con alcuni degli studenti che durante la sparatoria hanno cominciato a twittare. «O mio Dio, stanno sparando», è il tweet di Kayla Marie. «Gli studenti stanno fuggendo ovunque, mio Dio», scrive ancora la giovane nei primi minuti della tragedia. Poi un altro tweet: «Ciao. Sto bene. Fisicamente. Ci stanno portando via dal campus con il bus».

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