Gerard Depardieu
Gerard Depardieu

 Gerard Depardieu è il più grande attore francese vivente. Quanto ci mancherebbe il suo naso “eccessivo”, il suo atteggiamento sanguigno, la sua faccia dura eppure tanto umana? Egli ha prestato il suo volto insolente e il suo corpo massiccio a tanti personaggi della cultura francese: da Cyrano de Bergerac ad Obelix, da Jean Valjean a Cristoforo Combo, da Jacques de Molay al cardinale Mazzarino, ai personaggi dei “tre moschettieri”.

Per meglio farsi conoscere, Gerard ha provato a raccontarsi con un’autobiografia appena uscita: Ça c’est fait comme ça, (È andata così). Nel libro, quest’uomo forte e sregolato, ricostruisce la sua vita, disordinata quanto vissuta con intensità. Nato in famiglia poverissima, da bambino, di notte, andava a trafugare i morti nei cimiteri. Da ragazzo si prostituiva con i camionisti. “A vent’anni il delinquente che era in me era ben presente, forte e vivo. Alcuni li fregavo, altri li picchiavo e me ne andavo con tutti i loro soldi”. E poi ancora l’alcool, le tante donne, i tanti figli…

Militante e finanziatore del partito comunista francese, è recentemente passato a sostenere l’Unione per il Movimento Popolare, il partito di centrodestra. Il 12 dicembre 2012, in ragione dell’elevata tassazione (75%) sui redditi più alti introdotta dal socialista Hollande, ha trasferito la sua residenza a Néchin, in Belgio al confine con la Francia. Poi, accortosi che sono socialisti pure là, ha preso il passaporto russo, trovando la pronta accoglienza di Putin.

Ma non pensa solo per sé. Di tasca sua ha salvato dalla bancarotta una miriade di piccole botteghe a conduzione familiare soffocate dalla concorrenza dei centri commerciali.

Insomma proprio un bel tipo!

Ma, poveraccio, forse tanta stranezza nasce dalla consapevolezza che la sua venuta al mondo non fu affatto pacifica. “Sono sopravvissuto a tutte le violenze che la mia povera madre si è inflitta, con i ferri, con qualsiasi cosa trovasse a portata di mano… Quel terzo figlio che non voleva, ero io, Gérard…Lei non voleva che io nascessi. Ma l’aborto è andato storto e ho finito per esser nato”. Certo, sapere questo non deve essere stato un piacere! E chissà quanto volte la mamma glielo ha ricordato (avevo ragione a non volerti!). Ma questo non l’ha certo aiutato a crescere, se non con la «sindrome del rifiutato» che spiega tante brutte scelte.

E che ne è oggi di questo mostro dello spettacolo, giunto ormai a 66 anni?

Ha scoperto, almeno dal 2003,Sant’Agostino. Ormai da anni gira teatri, musei, università e chiese, soprattutto in Francia e in Italia, per leggere e commentare dei brani tratti dalle Confessioni da cui è affascinato. Cominciò a farlo per gli amici, in privato. E poi l’ha fatto in Notre-Dame, al Louvre, nel duomo di Strasburgo e nella cattedrale di Bordeaux. E continua in teatri, musei, università. Disse in una delle sue esibizioni: “Sant’Agostino è per me la questione del perché. È il mistero, il mistero della vita”. Un processo di inconscia identificazione? Aspettiamo speranzosi ulteriori sviluppi.

Diego Torre

About The Author

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Close