preghiera per la vita

Ormai accade talmente spesso di vedere quelli che si riempiono la bocca di democrazia comportarsi alla stregua dei più biechi totalitarismi, che ci stiamo facendo l’abitudine.

Gli stessi che straparlano di “diritti per tutti” (anche quando “diritti” non sono) negano le più elementari delle libertà democratiche, quella di riunirsi (art.17 Cost), manifestare pacificamente e pubblicamente il proprio pensiero (art.21 Cost.) e la propria fede religiosa (art. 19 Cost.) a coloro che non gli sono simpatici.

E’ proprio vero, come scrissero gli animali della Fattoria di Orwell, che “alcuni sono più uguali degli altri”…

Il Presidente del Comitato No 194, Pietro Guerini, ci comunica che il 28 novembre scorso la questura di Bologna gli ha imposto di spostare la veglia di preghiera in favore della vita e contro la strage degli innocenti che è l’aborto legale e volontario. Non solo: pare sia estremamente complicato trovare una nuova data consona.

Si chiede l’avvocato: “A Bologna si può pregare in pubblico?”

“Non solo la città felsinea è l’unica in Italia in cui ci viene negata la possibilità di pregare all’esterno di una struttura sanitaria, come ci è stato ribadito con riferimento all‘ospedale Maggiore che avevamo richiesto, ma nel suo territorio comunale risulta alquanto arduo se non impossibile trovare una data in cui svolgere una 9 ore di preghiera contro la legge 194 e la legalizzazione dell’aborto volontario, a motivo di sistematiche ragioni di ordine pubblico, non certo a noi imputabili.

A metà della prossima settimana e nonostante le enormi difficoltà che ci vengano frapposte, conto di poter comunicare luogo, data ed ora dell’evento, ad affermazione dei diritti tutelati dagli artt. 17,19 e 21 della costituzione”.

Da notare che proprio in questi giorni anche la CEDU ha ribadito che la libertà di manifestare pacificamente contro l’aborto, fuori dagli ospedali, è incoercibile…

Fonte: www.notizieprovita.it

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