Unioni civili

 

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Chi ritiene che il ddl Cirinnà sulle unioni civili sia una pessima proposta, ha vissuto ieri qualche inaspettato momento di speranza: la relatrice ha annunciato “un nuovo ddl che superi il testo base ora all’esame della commissione, tenendo conto delle modifiche necessarie emerse nel corso del dibattito di queste settimane, da portare subito in aula”.

Un nuovo testo? Vuoi vedere che l’eloquenza di Giovanardi, Malan e dell’opposizione tutta ha avuto effetto? O magari che Renzi si è ricordato di aver partecipato al Family day del 2007 contro le unioni civili? O ancora che il Pd, per blandire chi tra i moderati non è convinto della riforma istituzionale, ha fermato le truppe pronte a scattare in difesa  dell’utero in affitto?

E’ stato bello, ma è durato poco. Il veleno sta nella coda, in quell’appuntamento in aula, grazie al quale si sospende la discussione del testo in commissione giustizia, dove le cose si sono rivelate più difficili del previsto. Le migliaia di emendamenti presentati – anche se falcidiati via via dalla presidenza – un’opposizione ragionata e argomentata, la ferma volontà di dare battaglia fino all’ultimo emendamento, hanno rallentato il percorso della legge, tanto da convincere il Pd e la stessa Cirinnà a portarla direttamente in aula, senza concludere le votazioni in commissione, rinunciando perciò al relatore.

Questo vuol dire che tutto quello che è stato fatto fin qui è azzerato, anche il voto per decidere da quale testo partire: bisogna ricominciare daccapo.  Probabilmente sarà presentato un nuovo disegno di legge, assai simile al ddl Cirinnà, e il Presidente del Senato lo sceglierà proprio in quanto sarà il più vicino al testo già discusso in commissione. Nessun ripensamento, dunque, solo un trucchetto tecnico per evitare che il vecchio testo anneghi tra i tanti presentati, e per cambiare tutto perché niente cambi.

I gattopardi del Pd ci propineranno di nuovo le unioni gay similmatrimoniali, la pensione di reversibilità, la stepchild adoption, e quindi la legittimazione dell’affitto di una mamma, purché straniera. Aspettiamo di vedere, ma sospettiamo fortemente di avere ragione.

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