Corte Costituzionale

Ci risiamo! Là dove la politica non riesce a legiferare ci pensa il braccio armato della magistratura attraverso anche la Corte Costituzionale.

I fatti: nel 2014 il tribunale di Trento ha rimesso alla Corte Costituzionale una sentenza su una persona che non ha figli, non è sposata e che ha dichiarato«di aver percepito, sin da quando aveva 7 anni, un’identità di genere maschile», pur non essendo anatomicamente un uomo. Questa persona si era rivolta al tribunale civile di Trento chiedendo la rettifica di attribuzione di sesso, la modifica dell’atto di nascita e l’autorizzazione ad un futuro all’intervento chirurgico nonritenendolo necessario in quel momento.

Il tribunale di Trento aveva rimesso gli atti ai giudici costituzionali, sollevando una questione di legittimità sull’articolo 1 della legge numero 164/1982 che contiene norme in materia scrivendo:

«La rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell’atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali».

La sentenza della Consulta, redatta dal giudice Giuliano Amato, e depositata il 5 Novembre 2015 (Scarica qui il testo) dice che «il raggiungimento dello stato di benessere psico-fisico della persona si realizza attraverso la rettificazione di attribuzione di sesso, e non già con la riassegnazione chirurgica sul piano anatomico». Nel testo si richiamano le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo che hanno riconosciuto che il diritto all’identità di genere rientra a pieno titolo nella tutela prevista dall’articolo 8 della CEDU, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Lo scorso luglio la Corte aveva esaminato il caso di una persona che, autorizzata all’intervento chirurgico, vi aveva poi rinunciato ma aveva chiesto comunque la rettificazione dello stato civile. Dopo il rifiuto del ricorso sia da parte del tribunale di Piacenza che della corte d’appello di Bologna, la Cassazione aveva stabilito che per ottenere il cambio di sesso all’anagrafe l’intervento chirurgico di adeguamento degli organi sessuali non era obbligatorio.

Ricordiamo che la Corte Costituzionale è un organo collegiale, al cui interno viene nominato un Presidente. Emette ordinanze e sentenze, che sono definitive e obbligatorie per tutti, retroattive e inappellabili. Pertanto, questa sentenza è una legge dello stato!

Questi i fatti, quali le implicazioni? Sono tante e non di poco conto. Due su tutte.

Primo: se è vero che per cambiare sesso anagrafico una persona dovrà sempre e comunque compiere un percorso sanitario e amministrativo, verificato dallo Stato, è anche vero che questo percorso non esclude che chiunque, in qualsiasi momento, può decidere di cambiare nuovamente sesso costi quel che costi in termini di tempo e danaro. Per le implicazioni morali non ci si fa caso, tanto è un escamotage utilitaristico e quando c’è un tornaconto non c’è morale che tenga.

Secondo: Il DDL Cirinnà cessa di avere importanza, cambiando sesso anagrafico chiunque potrà sposare chiunque, aggirando di fatto l’art 29, 30, 31, 34 e 36 della Costituzione che definiscono il matrimonio e la famiglia naturale. Questo distrugge in un colpo solo ogni fondamento sociale e legale della famiglia dando ampio sfogo a tutte le concezioni ed interpretazioni che se ne vogliono dare.

Ovviamente viene a piè pari superato lo scoglio stepchild adoption dell’art. 5 del DDL Cirinnà in quanto non essendo più unione omosessuale ma matrimonio fra uomo e donna le adozioni possono essere fatte senza alcun impedimento legale. Morale? Forse!

Dire che questa sentenza sia una svolta epocale per la famiglia è poco. Dire che uno stato come il nostro che non sia capace di legiferare su tematiche tanto sensibili, che demanda al potere giuridico la facoltà di riscrivere le leggi o di crearne ex novo è da Repubblica delle banane. Altro che grande nazione che a buon diritto deve sedere nei consessi internazionali.

Non vogliamo questo stato, non possiamo accettare che il futuro dei nostri figli sia senza i riferimenti e le radici che hanno costruito la nostra società.

Pregare ed invocare l’intervento Divino perchè porti i cuori al ravvedimento è un obbligo di tutti i cristiani, ma è anche obbligatorio per i cristiani agire e non lasciare che la menzogna prenda il sopravvento sulla Verità.

 

About The Author

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Close