surrogacy

E’ stata una battaglia epica quella che si è combattuta martedì 15 marzo nella Commissione Affari Sociali del Consiglio d’Europa a Parigi. All’ordine del giorno c’era l’esame della relazione “Diritti umani e problemi etici legati alla surrogacy” messa a punto da Petra De Sutter,  la senatrice verde e ginecologa transgender che a Gand, in Belgio, dirige un’unità dove la maternità surrogata è già praticata e collabora con una clinica che fa surrogacy in India da tempo nel mirino di Ong e femministe indiane. Si pensava che fosse scontato il sì alla relazione che, nelle raccondazioni finali, consigliava di aprire alla surrogacy altruistica e, comunque, non chiudere gli occhi di fronte a una pratica ormai legale in altri Paesi. Ma la battaglia intrapresa dalla deputata Eleonora Cimbro e dalla senatrice Maria Teresa Bertuzzi, entrambe del Pd e rappresentanti della delegazione presso l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ha portato a un risultato inatteso: la relazione de Sutter è stata bocciata sul filo di lana, 16 voti a 14. Per i sostenitori della legalizzazione della Gpa (Gestazione per altri) la strada ora si fa in salita. Dopo il Parlamento europeo che il 17 dicembre del 2015 ha condannato la pratica dell’utero in affitto, anche il Consiglio d’Europa, la seconda grande istituzione democratica europea, si schiera per il divieto.

“E’ stata una giornata faticosissima – ha commentato la senatrice Bertuzzi al Corriere mentre si recava in aeroporto per tornare in patria – perché la prima parte della relazione era condivisibile visto che evidenziava le violazioni dei diritti umani e i rischi che correvano tutti i soggetti coinvolti ma poi arrivava in pratica a consigliare una legalizzazione della pratica in Europa con la scusa che altrimenti si favoriva il mercato nero”.

E qui la discussione è diventata accesa. Da una parte quei parlamentari, come la De Sutter, che considerano condivisibile la pratica se ben regolamentata, dall’altra quelli che vogliono un divieto totale, sempre e comunque. Il rischio era di finire 15 a 15 e a quel punto sarebbe stato decisivo il voto della presidente della Commissione che già in passato si era dichiarata a favore della pratica e che, non a caso, aveva incaricato De Sutter di fare la relazione.

“Ce la siamo vista brutta – racconta ancora Bertuzzi – perché tutti gli emendamenti presentati sono stati bocciati tranne uno in cui si diceva che bisogna andare verso una proibizione della Gpa”.

Decisivo per far pendere l’ago della bilancia contro la Gpa è stato il voto dell’Ucraina, un Paese dove il business della maternità surrogata è più che fiorente.

Fondamentale è stata anche la pressione esercitata dal movimento internazionale Stop Surrogacy Now  e delle femministe di Corps, guidate dalla filosofa Silvyane Agacinski e da Laurence Dumont, vicepresidente socialista del Parlamento francese che hanno invitato le cittadine e i cittadini francesi a manifestare martedì davanti alla sede del Consiglio d’Europa, in avenue Kleber, e a scrivere a tutti i parlamentari membri della commissione per esprimere il loro dissenso sulla relazione. Un passa parola che alla fine sembra aver pagato visto il risultato.
“L’Italia non ritiene – ha detto ancora Bertuzzi – di dover legittimare in Europa una pratica che utilizza il corpo delle donne, violandone i diritti. Una convinzione che è emersa molto chiaramente nel nostro Paese anche durante il dibattito sull’approvazione delle unioni civili qualche settimana fa e che ci ha portato più volte ad affermare che nessuno vuole legalizzare in alcun modo le gravidanze surrogate. Continueremo a tenere alta l’attenzione su questo tema e a vigilare nel rispetto dei diritti delle donne e dei bambini, così come già espresso in una deliberazione del Parlamento Europeo e in una mozione presentata in Senato”.

Soddisfatta anche  Eleonora Cimbro che “ringrazia le donne del Pd presenti nella commissione Affari sociali della Camera e nel Consiglio d’Europa”.

“Il rapporto De Sutter sulla maternità surrogata – ha aggiunto – non è passato per un voto. Il fenomeno esiste ma non va regolamentato, bensì contrastato. Apprezzo il lavoro fatto dalla relatrice nell’affrontare una tematica così delicata e complessa, ma la via maestra deve essere quella del contrasto culturale».

La senatrice Anna Finocchiaro si è complimentata con “le colleghe per il loro eccellente lavoro” e ha detto che “questo voto chiude un possibile conflitto fra due grandi istituzioni europee”. Ha aggiunto che “da donna di sinistra” non può che denunciare “sia la mercificazione del corpo femminile che a produzione di corpi destinati allo scambio e spesso dietro  ricompensa economica”.

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