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Tre forti no da parte del popolo del Family Day mentre il Palazzo cerca un compromesso tra le posizioni. Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i nostri Figli, nel corso di un’affollata conferenza stampa che si è svolta presso la sala Nassirya del Senato ha rivolto un appello alla coscienza (“non quella dei laicisti, ma quella formata”), di quei parlamentari presenti al Circo Massimo o alla Camera e al Senato che si autodefiniscono cattolici, a non privilegiare i compromessi su un argomento così importante come la famiglia naturale e le adozioni alle coppie gay: “Denunceremo – ha detto- pubblicamente il loro tradimento e siamo pronti a ricordarcelo in occasione delle prossime consultazioni elettorali”.

Conferenza stampa ‘Comitato difendiamo i nostri figli’. Gandolfini: ‘I nostri tre no’ Gandolfini ha poi polemizzato con il servizio pubblico, reo di dare quotidianamente un’informazione faziosa e totalmente ideologica a favore del Ddl Cirinnà.

Di fronte al piano B di Renzi, Gandolfini costatando la trasformazione del ddl Cirinnà da iniziativa parlamentare a iniziativa governativa, ha ribadito che per il popolo del Family Day non cambia nulla. E’ già stata una vittoria la controinformazione cattolica e non sulla stepchild adoption, ma la legge va totalmente azzerata. Ha confermato i punti che non vengono accettati dal Comitato e si è detto disponibile a valutare qualsiasi strumento futuro che possa rappresentare e dare voce pubblica al popolo del Circo Massimo.

Gandolfini in conclusione ha difeso l’intervento pastorale del presidente della Cei Bagnasco, denunciando la vera ingerenza rispetto all’identità italiana: quella del “consulente esterno” di Renzi, il premier del Lussemburgo.

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