DIES FAMILIAE

Questo ddl Cirinnà non è accettabile dalla prima all’ultima parola e rende assolutamente necessario che si debba fare un’operazione radicale; non si tratta di mettere a posto qualcosina e di cambiare quattro paroline per renderlo accettabile: non si può fare un’operazione di maquillage, deve essere totalmente respinto. Lo diciamo con assoluta chiarezza, onestà e lealtà” .

Così Massimo Gandolfini, con la potenza della verità, nell’intervento di chiusura del Family Day del 30 gennaio 2106. E queste parole, precedute e sicuramente seguite in futuro da fatti, segnano una svolta epocale. E’ finalmente emerso in tutta la sua possanza l’iceberg Italia, un popolo ben diverso da quello che i media ci presentano quotidianamente e ossessivamente. Un’Italia ancora maggioritaria, fedele a quelli che Benedetto XVI ha definito «principi non negoziabili»: la vita, la famiglia, il diritto dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni. Un’Italia diametralmente e spiritualmente opposta a quella del disegno di legge Cirinnà, promossa dall’Unione Europea, dalle lobby illuministiche e dalle varie massonerie, controllata dai poteri mondialisti e condizionata dai mass-media fino al lavaggio del cervello, che vorrebbe introdurre matrimonio e adozioni omosessuali. Un’Italia gioiosa, con famiglie numerose, che mette mano in tasca per pagarsi il viaggio: Ma …non solo Mulino Bianco Tanti anche i partecipanti (comitato organizzatore compresi), con ferite sociali e familiari che riconoscono nel rispetto della natura umana la medicina di tante infermità e combattono perche queste ultime non si diffondano ancora. Pluriconfessionale, pluripartitica, socialmente e culturalmente diversificata; ma antropologicamente unitissima.

A Roma sabato è successo qualcosa di storico. Non sappiamo ancora come finirà..la vicenda della Cirinnà. Ma un dato è certo: c’è un popolo numerosissimo, pronto a fare sacrifici, variegato e multiforme, che sui temi a lui cari vuole essere protagonista. Un popolo che ha sorpreso se stesso (e i suoi detrattori) per la sua potenza, il suo stile e la sua capacità di mobilitazione; in tempi brevissimi e senza risorse al di fuori delle proprie tasche.

Aldilà del ddl Cirinnà, dall’esistenza di questo popolo nascono degli imperativi morali ineludibili.

1) Esso non è spuntato come un fungo. Dietro c’è il lavoro divulgativo che tanti oscuri eroi, umilmente e con grande difficoltà, hanno svolto in questi ultimi anni, vincendo le inerzie e le paure altrui. Il popolo del Dies Familiae cerca motivazioni di fondo e non capisce come si sia potuto arrivare a definire “diritto” e “civile” l’affitto del corpo di una donna a fini procreativi. Necessita un approfondimento informativo e culturale sui grandi temi del relativismo e del processo storico ed ideologico che hanno prodotto questi frutti velenosi. In quest’anno della misericordia, parliamo di almeno tre opere di misericordia spirituale che vanno continuate instancabilmente: istruire gli ignoranti, consigliare i dubbiosi, ammonire i peccatori. Anche sui temi antropologici. Il tutto ovviamente iniziando da sè stessi.

2) In nome di questo popolo, non possiamo abbassare la guardia di fronte al potere politico, che lo snobba e lo ignora con arroganza smisurata. Dobbiamo porci il problema della sua rappresentanza. Non possiamo rassegnarci all’irrilevanza politica che porta alla sconfitta. Ne dovremmo rispondere altrimenti a Dio e alla nostra coscienza.

3) E’ un popolo libero che può apprezzare l’amicizia di vescovi e uomini politici, ma che non li ritiene …”pilota”. Per la Chiesa cattolica è quanto auspicato da Papa Francesco e che inizia a realizzarsi. Ma ancora c’è tantissimo da fare ed il più grande ostacolo rimane la tentazione di godersi il proprio rassicurante orticello (familiare, associativo, ecclesiale) e non volere guardare aldilà della staccionata; ovvero la politica dello struzzo.

Scrivo queste righe commosso, perché vedo che Dio non si è dimenticato del popolo italiano e che i miracoli sono ancora possibili. Perché non ci “attrezziamo” a farne uno anche noi?

Diego Torre

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