0025 - ECHOS

Continuiamo l’analisi degli pseudo argomenti a sostegno del matrimonio ed adozione per coppie dello stesso sesso. Questa volta è il turno dell’orfanotrofio.Suona più o meno così:

Diverse migliaia di bambini sono in attesa di adozione ed è meglio per loro essere adottati da una coppia omosessuale che restare in un orfanotrofio”.

Oppure:

Ti invito ad andare negli orfanotrofi a parlare a questi bambini di quanto siano importanti dei punti di riferimento per la loro crescita e quanto sia dannoso non averli: è meglio che questi bambini siano cresciuti da personale stipendiato piuttosto che da persone che li amano?

In base a questo apparente buon “argomento” si sostiene che ai bambini orfani non può essere negata la possibilità di adozione da parte di una coppia omosessuale principalmente per due motivi, collegati  fra loro:

a) la famiglia originaria non c’è più (magari si tratta addirittura di un caso di abbandono), ed i bambini hanno urgente bisogno di affetto e di qualcuno che si prenda cura di loro e

b) non è giusto negare questo affetto che il bambino potrebbe benissimo trovare in un contesto omosessuale per motivi ideologici: la priorità va data ai bisogni del bambino e se nessuno se ne fa carico perché non dare questa possibilità ad una coppia di omosessuali?

Come si risponde alle “ragioni” di questo “argomento”? Dopo aver ricordato che gli orfanotrofi in Italia non ci sono più, ma ci sono case-famiglia con le figure genitoriali di padre e madre, si passerà a rilevare che:

1) Il bambino che richiede di essere adottato ha subito un danno gravissimo.
2) Il bambino adottato ha, più degli altri, bisogno di un padre e una madre.
3) L’abbandono è vissuto dal bambino come una ferita molto profonda, accentuata dalla percezione della diversità oggettiva della propria condizione rispetto a quella della maggior parte dei coetanei.
4) Il bambino abbandonato cerca i suoi punti di riferimento in un padre e una madre – come qualsiasi altro bambino – e aspira a ritrovare ciò che ha perduto.
5) Nel più profondo di se stesso, visceralmente, egli desidera riavvicinarsi alla cellula base che gli ha donato la vita: un padre e una madre.
6) Il bambino adottato deve assumere i traumi simultanei dell’abbandono e della doppia identità familiare.
7) Più di un altro, il bambino ha bisogno di una filiazione biologica evidente. Poiché, più di un altro, non crede di discendere dal frutto di un amore. Qualcosa è andato storto e teme di non essere stato desiderato: non ha gli occhi di nessuno e non si riconosce in nessuno della sua famiglia di accoglienza.
8) È inoltre frequente che il bambino adottato rigetti uno dei due sessi. E’ dunque fondamentale che possa identificarsi a due genitori di sesso differente: a sua madre, poiché ha bisogno di riconciliarsi con la donna; a suo padre per conoscere la presenza di un uomo senza cui sua madre non avrebbe potuto avere bambini.

Per questi fatti, evidenti, l’adozione da parte di una coppia omosessuale aggrava di fatto il trauma del bambino abbandonato, anziché attenuarlo, in quanto la catena della filiazione viene doppiamente spezzata: nella realtà dei fatti dal suo abbandono, nella simbolica dal fatto dell’omosessualità dei suoi genitori adottivi. 

Occorre ripeterlo: l’adozione esiste per dare una famiglia con padre e madre ad un bambino, e non per dare bambini ad adulti che li desiderano.
L’adozione è destinata a riparare una situazione di difficoltà per il bambino. È dunque indispensabile discernere bene la richiesta di ogni coppia che faccia domanda di adozione: il bambino è adottato per se stesso o per soddisfare un bisogno di coppia? La coppia vuole rimediare alla situazione di difficoltà del bambino o desidera rimediare alla sua situazione dolorosa di non poter avere figli?
Beninteso, una coppia non adotta un bambino se non ne sente il bisogno. Però, bisogna vigilare affinché l’interesse del bambino sia prioritario, come si desume dal nostro diritto di famiglia: ogni bambino ha diritto a una famiglia, in primo luogo alla sua, e – in mancanza della sua – quella che ha la vocazione a diventare la sua per adozione, se tale è il suo interesse. Ecco perché è necessario ricordare che desiderare un bambino non è sufficiente per adottarlo, e che le soluzioni compassionevoli e apparentemente semplici non sono sempre delle buone soluzioni: è possibile causare molte ferite in nome del bene.
Da ultimo va sfatata una leggenda metropolitana di matrice Lgbt: NON E’ VERO che negli “orfanotrofi” ci sono infinite schiere di bambini in attesa di essere adottati: è vero piuttosto che ci sono INFINITE SCHIERE DI COPPIE ETEROSESSUALI che sono in lista d’attesa per l’adozione (tant’è vero che molti ricorrono all’adozione internazionale, nonostante gli oneri enormi che essa comporta…). Che poi la questione sia complicata dalle inefficienze burocratiche e le complicazioni tipiche italiane, è questione che non ha niente a che vedere con i gusti sessuali delle persone. E questa è tutta un’altra storia.

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1 Comment

  1. […] Partiamo col precisare che la stepchild adoption prevista dalla legge in discussione non è un’adozione vera e propria, visto che almeno uno dei due membri della coppia omosessuale dev’essere già genitore naturale o adottivo. È però evidente come la volontà di gran parte del Pd sia quella di parificare coppie eterosessuali e omosessuali. Una distinzione caduta dopo che, qualche giorno fa, la maggioranza renziana ha deciso di bocciare l’emendamento Lepri-Fattorini che, forte di 22 firme di parlamentari Pd, ribadiva la differenza sostanziale tra unioni civili e matrimonio. Se tutto andrà come previsto dal centrosinistra, dal 2018 le coppie omosessuali saranno considerate vere e proprie famiglie e potranno adottare figli non propri, come già accade, ad esempio, in Francia o Spagna. Una scelta che apre la strada pure all’utero in afftitto ma che, tuttavia, secondo alcuni esponenti politici e non solo (per la conduttrice Mara Venier «piuttosto che vedere un bambino dentro un orfanotrofio, se una persona riesce a dare amore, perché no?»), andrà a vantaggio dei bambini che potranno avere una famiglia. (Leggi qui per vedere quanto questo sia una bufala gender) […]

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