Bambini scuola-4

Dopo l’approvazione al Senato del 26 Giugno 2015, adesso anche la Camera con i suoi 277 voti favorevoli, 173 contrari e 4 astenuti, ha permesso al disegno di legge sulla “Buona Scuola” di diventare effettivo all’interno del nostro ordinamento italiano.    
Ma che cosa significa e comporta l’attuazione della “Buona Scuola?”. Oltre ai provvedimenti che regolano l’autonomia delle scuole, la questione le nuove assunzioni e del ruolo del preside, con essa in maniera abbastanza nascosta e subdola, si dà il via ufficiale all’introduzione dell’insegnamento della teoria gender nelle scuole, a partire da quelle dell’infanzia.

Uno degli obiettivi della legge è infatti quello di negare le differenze esistenti tra uomo e donna, una perfetta copertura di quella che è un’ideologia che va ben oltre ciò e che mira invece a un indottrinamento, fin dalla tenera età, secondo il quale si può decidere di non essere ciò che si nasce. La legge, infatti, contiene un esplicito riferimento alla Convenzione di Istanbul nella quale si afferma che «con il termine genere ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini». In poche parole, la società non può imporre a chi nasce biologicamente maschio o femmina di comportarsi da tale poiché risulterebbe solo una costrizione, bisogna invece permettere all’individuo nato maschio o femmina la scelta del proprio genere di appartenenza (maschile o femminile).

La facciata è quindi quella della “lotta alla discriminazione” ma, uno studio più attento della legge, fa sorgere la necessità di lanciare un vero e proprio allarme così come è stato già fatto dalle associazioni ProVita e dalle famiglie che ancora oggi continuano a battersi contro questo indottrinamento.                                 
La discussione in aula non si è rivelata tra le più tranquille: a niente è valsa l’esposizione dei cartelli da parte della Lega contenenti l’esclamazione “Giù le mani dai bambini”, la seduta è stata solo sospesa momentaneamente insieme al capogruppo Massimiliano Fedriga.

Inutile sottolineare le polemiche dei promotori della manifestazione del 20 giugno: «E’ molto triste che la Chiesa abbia taciuto su questo disegno di legge che, facendo riferimento alla legge 119 e alla convenzione di Istanbul, introduce il gender nelle scuole» afferma Toni Brandi, presidente di ProVita.   

Insieme a loro, anche noi continuiamo a mostrare il nostro disaccordo e a lottare affinché i nostri bambini siano protetti da questa “colonizzazione ideologica” (usando le parole del Papa).                            

 

La Redazione     

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